Certificati medici e inizio della malattia: nuove regole per i lavoratori dipendenti. L’Inps dal 4 settembre riconosce la malattia per il giorno precedente a quello di rilascio del certificato medico anche in caso di visita ambulatoriale. Prima il giorno in più scattava solo a seguito di una visita domiciliare e a patto che il medico indicasse nel certificato che il paziente si era ammalato 24 ore prima.
NUOVE REGOLE
Per il riconoscimento della prestazione previdenziale della malattia erogata dall’Inps il lavoratore deve presentare il certificato di malattia redatto il primo giorno dell’evento e attestante l’incapacità temporanea al lavoro. L’Istituto ricorda che il primo giorno dell’evento viene computato, in generale, dalla data di rilascio della certificazione medica. Tale giorno è determinante ai fini del conteggio della cosiddetta “carenza” (primi 3 giorni non indennizzati dall’Inps), delle percentuali di indennizzo e del periodo massimo assistibile. L’Inps riconosce, comunque, ai fini della tutela previdenziale, anche il giorno immediatamente precedente a quello del rilascio del certificato medico, sotto indicazione del medico curante. Il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia dal giorno immediatamente precedente alla data di rilascio del certificato medico viene meno se la data indicata nel campo “Dichiara di essere ammalato dal…” è anteriore di oltre un giorno. In questo caso, infatti, è da escludere che la data possa riferirsi a quella della chiamata del lavoratore al medico curante. Il medesimo riconoscimento viene meno nei casi in cui il giorno immediatamente precedente a quello di rilascio del certificato medico sia un giorno festivo infrasettimanale o cada di sabato o di domenica. In tali circostanze, infatti, il lavoratore è tenuto a ricorrere al servizio di continuità assistenziale.
FLESSIBILITA‘
Come mai questo cambiamento? L’Inps ha spiegato che «l’attuale contesto sociosanitario italiano, caratterizzato da un profondo processo di trasformazione che ha interessato anche il ruolo del medico di medicina generale, nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, nonché la crescente e progressiva diminuzione del numero di tali medici su tutto il territorio nazionale, comportano l’esigenza di addivenire a un’interpretazione evolutiva della disposizione relativa al computo del primo giorno di malattia». Obiettivo: garantire che la tutela previdenziale del lavoratore rimanga effettiva ed equa, «anche in relazione alle ipotesi in cui, per motivi organizzativi o assistenziali, il medico curante sia nell’impossibilità di recarsi entro il giorno successivo al domicilio del lavoratore o di riceverlo presso il proprio studio».
