La cifra è di quelle che fanno girare la testa. Si parla di 40 milioni. Quaranta milioni di euro sottratti alle pensioni di vecchiaia. Il numero dei trattamenti interessati non è chiaro. Ma incrociando i dati contenuti nella relazione tecnica della legge di Bilancio 2024 con quelli dell’Inps sulle uscite anticipate da allora a oggi, è possibile supporre che siano attorno ai centomila i trattamenti per i quali ora si rende necessario un risarcimento. Il pasticcio: l’Inps, con il messaggio n° 787 del 5 marzo 2026, ha chiarito che le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge di bilancio 2024 per alcune casse del pubblico impiego si applicano alle sole pensioni anticipate. Dunque, le pensioni di vecchiaia liquidate con il criterio riduttivo disposto dalla manovra di allora adesso dovranno essere riesaminate d’ufficio. Previsto il pagamento degli arretrati, degli interessi legali e, se dovuta, della rivalutazione monetaria.
La correzione
La manovra 2024 ha introdotto una riduzione delle aliquote di rendimento per le quote retributive di chi ha meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995 nelle ex casse Inpdap. Il criterio ridotto tuttavia vale “solo” per i trattamenti anticipati, inclusi quelli dei lavoratori precoci nei casi previsti, mentre per la pensione di vecchiaia restano applicabili le aliquote precedenti: l’Inps lo ha messo nero su bianco nel messaggio del 5 marzo. Il chiarimento è giunto al termine di un lungo lavoro di consultazione sulle norme con il ministero di competenza, ovvero quello del Lavoro e delle Politiche social. Al termine di tale consultazione le parti hanno convenuto sul fatto che non è la cessazione dal servizio o la forma delle dimissioni a fare da discrimine in questo caso, ma è la natura del trattamento liquidato (anticipato o di vecchiaia) ad avere valore dirimente. Su questa base l’istituto di previdenza ha disposto il riesame automatico delle posizioni in cui la quota retributiva della pensione è stata calcolata con le aliquote dell’allegato II della manovra 2024, anziché con le aliquote previgenti.
Chi è coinvolto
Tornando alla platea dei beneficiari interessati, la correzione riguarda gli iscritti a Cpdel, Cps, Cpi e Cpug con anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31 dicembre 1995. Insomma, sono coinvolti gli ex lavoratori di enti locali, sanità, scuola e uffici giudiziari. C’è incertezza però sul numero preciso delle pensioni da ricostituire o sull’ammontare complessivo dei rimborsi. Si parla di 40 milioni di euro di risarcimenti. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza della platea potenzialmente toccata, bisogna tornare alla relazione tecnica che accompagnò la legge di Bilancio 2024, secondo cui le pensioni interessate dalla modifica delle aliquote sarebbero state 31.500 nel 2024, 81.500 nel 2025 e 147.300 nel 2026. Questi numeri, però, sono il risultato della somma dei trattamenti anticipati e di vecchiaia. Ora bisogna capire quante sono esattamente le pensioni di vecchiaia liquidate dal 1° gennaio 2024 alle quali è stato impropriamente applicato il meccanismo di riduzione.
