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Pensioni più basse per i dipendenti pubblici

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Pensioni, Istock Photo
Man hands with coins in glass jar, close up. Responsible investing. Pension. Glass jar with coins and an inscription pension. Man holds coin in his hand

Secondo l’ultimo Osservatorio dell’Inps sulla previdenza, il 15,4% delle pensioni dei dipendenti pubblici, tra quelle vigenti al 1 gennaio 2021, ha un importo mensile inferiore ai 1.000 euro; il 46,3% tra 1.000 e 1.999,99 euro; il 28,7 tra 2.000 e 2.999,99. E infine, il 9,6% ha un importo dai 3.000 euro mensili lordi in su. Gli importi medi mensili, sono pari a 1.997 nel 2020, con un calo del 3,5% sul 2019. L’importo medio mensile percepito dai dipendenti dello Stato è di 2.032 euro mentre quello percepito dai dipendenti degli enti locali è di 1631 euro. L’importo medio per la cassa pensioni sanitari è di 4.634 euro.

L’EFFETTO QUOTA 100

Quota 100 ha fatto sentire il suo peso sui pensionamenti dello scorso anno. Nel 2020 l’Istituto nazionale di previdenza sociale, ha liquidato 179.230 nuove pensioni per i dipendenti pubblici, oltre la metà delle quali anticipate rispetto all’età di vecchiaia (54,9%) . Si tratta di un aumento dell’8,4% sul complesso delle pensioni liquidate rispetto alle 165.327 del 2019. Questi numeri, come detto, risentono anche dell’accesso al collocamento a riposo con Quota 100.

Già nel 2019, anno di partenza della misura, l’Inps aveva registrato un aumento del 10% sull’anno prima. Nel complesso le pensioni vigenti all’inizio del 2021 sono 3.029,451. La prossima pubblicazione del conto annuale dei dipendenti pubblici certificherà, molto probabilmente, il superamento dei pensionati sui lavoratori nel pubblico impiego.

DOPO QUOTA 100

Per i dipendenti pubblici resta la grande incognita del dopo Quota 100. Il tavolo per la riforma sulle pensioni tra governo e sindacati non è stato ancora convocato. Le ipotesi che circolano sono diverse. C’è la cosiddetta Quota 41, ossia il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Oppure la cosiddetta Quota 102, ossia la somma tra età e contributi. Fatto è che per i dipendenti privati al momento esiste lo scivolo del contratto di espansione. Permette di lasciare fino a 5 anni prima il lavoro in accordo con l’azienda.

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