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Pensioni, il governo punta su Opzione donna e Ape social

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Quasi fatta per la proroga di Opzione donna e l’estensione dell’Ape social. Ma il governo prepara anche lo scacco matto a Quota 100 in tre mosse. «La misura ha costruito una specie di lotteria per cui chi matura due numeri e il totale fa 100 va in pensione a prescindere dal lavoro che ha fatto», ha spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, «questa finestra ha penalizzato le donne perchè sfruttata al 75% dagli uomini e ha danneggiato le piccole imprese».

Il meccanismo

Per superare quota 100 l’ipotesi illustrata ai sindacati prevede l’uscita dal lavoro nel 2022 a 64 anni con 38 di contributi (Quota 102) per poi aumentare nei due anni successivi solo i contributi lasciando ferma l’età. Quindi si avrebbe Quota 103 nel 2023, con 64 anni di età e 39 di contributi, e nel 2024 Quota 104, con 64 anni di età e 40 di contributi. In questo modo, però, nel 2022 uscirebbero solo coloro che quest’anno hanno già l’età per Quota 100 ma non i contributi necessari (quindi per esempio i lavoratori del 1958 con 37 anni di contributi nel 2021). Mentre verrebbero tagliati fuori i lavoratori che ora hanno i contributi ma non l’età (i lavoratori del 1960 con 40 anni di contributi per esempio).

Le uscite

Per il 2022, grazie a questo meccanismo, la Cgil ha previsto un’uscita di meno di 10mila lavoratori. Nel 2023 uscirebbero di fatto solo i lavoratori del 1959 con 37 anni di contributi raggiunti nel 2021. Nel 2024 sarebbe il turno dei lavoratori del 1960 con 40 anni di contributi, che hanno sfiorato Quota 100 e rincorso le Quote negli anni successivi. Questa categoria sarebbe l’unica (se la sperimentazione si esaurirà in tre anni prima di tornare alle regole della legge Fornero) ad avere vantaggi rispetto all’ipotesi precedente (Quota 104 con 66 anni di età e 38 di contributi) anche se una grande parte potrebbe essere andata già in pensione grazie all’uscita possibile a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne).

Opzione donna

Con la legge di bilancio dovrebbero arrivare anche la proroga di Opzione donna e l’estensione dell’Ape social ad altre categorie di lavoratori gravosi. Il ripristino dello strumento per l’anticipo della pensione delle donne e l’ampliamento dell’Ape social sono proposte sponsorizzate dal ministro del Lavoro Andrea Orlando e sostenute dalla gran parte dei partiti della maggioranza. In ballo, sul fronte della previdenza, resta anche la questione dell’adeguamento degli assegni in essere all’inflazione.

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