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In Italia più di un lavoratore su tre ha oltre 50 anni

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Per circa il 28% degli imprenditori che hanno percepito questo cambiamento, l’aumento di età dei dipendenti è perlopiù uno svantaggio. Il rischio per i lavoratori più anziani è infatti quello di non riuscire a gestire la mole e gli orari di lavoro e aumentano inoltre le probabilità di faticare ad adattarsi a nuove mansioni e a nuove tecnologie. Il problema principale riguarda proprio le competenze digitali del personale più anziano, considerate inadeguate dal 41% degli imprenditori. Altri dati sono stati poi raccolti dall’indagine Inapp-Plus 2022, che ha rilevato che il motivo principe dell’abbandono o della perdita dell’ultimo impiego per gli over 50 in età lavorativa e non ancora pensionati ma inattivi è la necessità di assistere i familiari, prevalentemente i figli. Inoltre nella stessa fascia di età, più della metà delle persone (52%) cerca interrottamente lavoro da più di un anno.

L’accordo

L’Accordo triennale di collaborazione stipulato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche della Famiglia) e l’Inapp si colloca nel più ampio piano di realizzazione a livello nazionale della Strategia di Attuazione del Piano internazionale di Madrid sull’invecchiamento attivo e ha come finalità proprio la collaborazione in materia di invecchiamento attivo.

L’accordo, infatti, non si occuperà del tema soltanto nel campo del lavoro: sono infatti anche altre le criticità che sono state evidenziate e che devono essere affrontate.

I numeri

PASSI d’argento, il sistema di sorveglianza dedicato alle persone over 64 in Italia, per esempio, ha riscontrato che il 18% degli osservati si prende cura dei conviventi, il 13% di persone con cui non vive (familiari o amici) e il 4% svolge attività di volontariato. Il 13% degli over 64 (con picchi del 41% per gli over 84) convive con una disabilità, e il 15% degli anziani si trova in condizioni di isolamento sociale.
Proprio la disabilità e l’isolamento rappresentano le cause primarie di insoddisfazione e sintomi depressivi per gli anziani. Dai risultati raccolti da PASSI appare dunque chiara la necessità di misure di sostegno all’invecchiamento attivo.

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