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Green pass nella Pa, controlli via app come nella scuola

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Rebus controlli in vista dell’entrata in vigore del super green pass. Per calare definitivamente a terra lo strumento anti-contagio nella Pubblica amministrazione si attendono ora le linee guida dei ministri della Funzione pubblica Renato Brunetta e della Salute Roberto Speranza, con cui verrà fatta chiarezza in particolare sui sistemi di controllo da adottare. Potrebbe venire utilizzata la piattaforma Sidi, la stessa che da settembre comunica ai presidi quali docenti e altri membri del personale scolastico sono sprovvisti di certificato. La piattaforma è collegata con il database dei green pass gestito da Sogei. Nelle imprese invece i tornelli all’ingresso degli uffici sarebbero già in grado, nella maggior parte dei casi, di riconoscere il codice collegato al documento sanitario

Controlli (quasi) automatici

La piattaforma di verifica del green pass che oggi viene utilizzata nella scuola è stata realizzata in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e il ministero della Salute ed è entrata in funzione a partire da lunedì 13 settembre 2021, data in cui hanno preso il via le lezioni per diverse regioni italiane. Attenzione però perché non esclude del tutto un controllo di tipo manuale. Se è vero da un lato che la piattaforma è in grado di verificare in automatico chi è in possesso del “passaporto”, dall’altro va ricordato che è comunque necessario un controllo anche da parte del dirigente scolastico (o di un suo delegato) per verificare che il tutto funzioni correttamente e per la risoluzione di problemi legati a malfunzionamenti della piattaforma.

Le linee guida

Le linee guida del governo sul green pass dovranno garantire l’omogenea definizione delle modalità organizzative delle verifiche. Dovrebbero essere pronte già la prossima settimana. Per i dipendenti contrattualizzati la regola dell’obbligo di controllo ricade sul datore di lavoro, dunque nel caso del settore pubblico la responsabilità è dell’amministrazione di appartenenza del dipendente. I controlli andranno eseguiti all’accesso dei luoghi di lavoro (ma non sono nemmeno esclusi successivi controlli a campione da svolgere direttamente in ufficio). I soggetti incaricati dell’accertamento dovranno essere indicati con un atto formale. Se nella Pa l’ipotesi più probabile è che si ricorra all’app già in uso nella scuola, nel privato potrebbe essere utilizzata VerificaC19, l’applicazione che ci accoglie in bar e ristoranti.

Le differenze tra pubblico e privato

A parte il possibile uso di app diverse, tra pubblico e privato non sussistono particolari differenze in materia di green pass. Le sanzioni, per esempio, sono le stesse. In entrambi casi c’è lo stop allo stipendio dal primo giorno di assenza ingiustificata e la sospensione del rapporto dal quinto. Anche le sanzioni per i senza pass che verranno pizzicati in ufficio sono di pari importo. Trattamento diverso per chi lavora nelle aziende con 15 dipendenti, dove il dipendente sprovvisto di certificato verde può essere sostituto per un periodo non superiore a 10 giorni, replicabile finché non si mette in regola.

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