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Il sistema fiscale che verrà: tutte le ipotesi in campo

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Partiti politici a caccia di una sintesi politica, entro la fine di giugno, che consenta di ispirare la stesura della legge delega per ridisegnare il sistema fiscale italiano. Il governo dovrà presentare il ddl di riforma entro la fine di luglio, in base al calendario stabilito dal Pnrr, e concordato con Bruxelles. Obiettivo finale: far partire la riforma fiscale entro la fine del 2022.

Lo stallo

Le commissioni Finanze di Camera e Senato, terminata la prima fase dell’indagine conoscitiva durata circa quattro mesi, in cui sono state condotte oltre 60 audizioni, hanno avviato la discussione sulle proposte depositate dai singoli partiti. Al momento, si registra una sorta di stallo ma i punti di contatto non mancano, a partire dalla necessità di rivedere gli scaglioni Irpef e di superare l’Irap. Proprio sull’Irpef è al centro di accese discussioni.

Irpef

Leu propone di introdurre una funzione matematica continua in grado di indicare l’aliquota media da applicare al reddito imponibile rispetto al tradizionale sistema a scaglioni. Le detrazioni dovrebbero essere fisse, costanti per tutti i livelli di reddito e per tutti i redditi. La nuova imposta prevede una detrazione rimborsabile del 25% per tutti i lavoratori dipendenti con redditi fino a 8 mila euro. Il Pd punta a correggere il profilo delle aliquote effettive medie e marginali e a ridurre il differenziale di aliquota tra il secondo e il terzo scaglione, cioè fino a 55mila euro. Così come Leu, i dem propongono di ricorrere a una funzione matematica continua che accoppi a ciascun reddito una specifica aliquota media, sulla linea del sistema tedesco.

Flat tax

La Lega rilancia una flax tax incrementale, ovvero propone di applicare un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali agli incrementi di reddito realizzati rispetto all’anno precedente. M5s chiede di ridurre da cinque a tre le aliquote, così come Forza Italia che punta a individuare nella seconda aliquota una sorta di flat tax del ceto medio. Anche Fratelli d’Italia punta alla semplificazione ‘a tre aliquote’ che dovrebbe essere completata dalla flat tax incrementale.

Incentivi

Italia Viva spinge per modificare il prelievo sui redditi compresi tra i 28 mila e i 55 mila euro e raccomanda l’introduzione di incentivi fiscali temporanei sul margine estensivo per il secondo percettore di reddito all’interno del nucleo familiare. La riforma dell’Irpef è strettamente collegata con il riordino delle agevolazioni fiscali. Fi, Iv, Leu, M5s e Pd propongono una revisione e razionalizzazione delle agevolazioni fiscali in vigore. Iv chiede di mantenere solo poche detrazioni e deduzioni essenziali (una sola detrazione per il comparto welfare).

Agevolazioni da monitorare

Il Pd suggerisce una valutazione periodica dell’impatto delle singole agevolazioni, per trasformarle eventualmente in erogazioni dirette al contribuente (superamento del canale fiscale). In alternativa, propone di fissare un tetto massimo di detrazioni utilizzabili dal contribuente, parametrato al reddito o all’imposta lorda. Per Leu è necessario stabilire un ammontare massimo di spese fiscali utilizzabili da ciascun contribuente e mantenere le agevolazioni utili per definire meglio la base imponibile individuale ai fini dell’equità orizzontale, come ad esempio le spese mediche. I 5 Stelle propongono di superare l’attuale sistema di detrazioni fiscali ed erogarle direttamente sul conto corrente sfruttando il meccanismo del cashback.

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