Disco verde al Senato per il dl Pa. Con il via libera dell’Aula di Palazzo Madama alla fiducia, il decreto Pa diventa legge. Ieri sono stati 99 i voti a favore del testo che disciplina reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni (70 i contrari e 2 gli astenuti). Il testo, che si compone di ventidue articoli, introduce un ampio pacchetto di misure finalizzate a rafforzare l’efficienza della Pubblica amministrazione. Si va dallo sblocco del salario accessorio per i dipendenti degli enti locali alle nuove norme in materia di reclutamento.
Il ministro
«Con il via libera definitivo del Senato è stato raggiunto l’obiettivo di affrontare in maniera organica alcune criticità del sistema pubblico», ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo. «Questa approvazione – ha proseguito il ministro – dimostra ancora una volta l’impegno concreto del governo verso le persone che sono il cuore pulsante della Pa». Le nuove norme, ha specificato l’inquilino di Palazzo Vidoni, «incideranno, tra le altre cose, sul sistema di reclutamento, sul rafforzamento dei processi di formazione, ma anche, e soprattutto, sulle funzionalità degli enti locali». L’obiettivo è quello di costruire una macchina amministrativa più efficiente e «pronta ad affrontare, con rinnovate competenze, le sfide del contesto europeo», ha concluso Paolo Zangrillo.
Concorsi
Il decreto favorisce il reclutamento di nuovi talenti e personale qualificato anche attraverso la valorizzazione dei diplomati provenienti dagli Its Academy, che potranno essere assunti in qualità di funzionari dagli enti locali. E ancora. Previsto il potenziamento del personale pubblico nelle aree terremotate del 2009 e del 2016 e in quelle interessate dalle alluvioni del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Le nuove disposizioni normative intervengono poi sul sistema di selezione del personale, rafforzando la Commissione Ripam, per garantire concorsi sempre più efficienti e orientati all’individuazione di profili altamente qualificati. A questo si aggiunge la possibilità per le amministrazioni di dotarsi della figura del social media e digital manager.
Stipendi
In sede di conversione del decreto è stata poi inserita una norma che ha lo scopo di riequilibrare il gap retributivo che si riscontra tra amministrazioni centrali e periferiche, attraverso l’incremento del salario accessorio. Si tratta di un intervento di portata strutturale, volto a correggere una storica asimmetria. Attenzione però perché solo gli enti con i conti in ordine potranno aumentare le risorse destinate al salario accessorio, superando il tetto introdotto nel 2017. Secondo le stime dei sindacati più di un terzo dei Comuni interessati dalla novità non potrebbe permettersi una simile operazione. Le simulazioni di Palazzo Vidoni raccontano una storia diversa. In un question time il ministro Zangrillo ha così ribattuto ai sindacati: «Più del 90% degli enti locali e oltre il 60% delle Regioni è adesso in condizione di incrementare le retribuzioni del proprio personale per un importo complessivo potenziale di circa 1,9 miliardi di euro».
