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Arrivano i corsi di etica obbligatori per i dipendenti del settore pubblico

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L’etica pubblica diventa una specie di materia “obbligatoria” per i dipendenti pubblici. Chi lavora nelle amministrazioni dello Stato e nelle altre articolazioni delle macchina pubblica, dovrà necessariamente frequentare dei corsi di formazione che serviranno a indirizzare i dipendenti verso comportamenti corretti nello svolgimento delle loro mansioni. A seguire questi corsi, dovranno essere tutti i neo assunti nella Pubblica amministrazione e tutti i dipendenti già in servizio in caso di progressione di carriera o di passaggio a mansioni superiori. La novità emerge da un emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali, al cosiddetto decreto Pnrr 2, ossia il decreto 36 del 30 aprile scorso. L’articolo 4 del provvedimento, già nella sua versione iniziale, conteneva l’introduzione dei corsi di etica organizzati dalle amministrazioni. Ma non veniva prevista l’obbligatorietà della frequenza. Nello stesso articolo il governo ha anche inserito l’indicazione di una modifica da introdurre all’interno dei codici di comportamento dei dipendenti pubblici, per indicare in quale modo i lavoratori del pubblico impiego possono utilizzare i propri profili sui social network.

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I CONCORSI PUBBLICI CAMBIANO ANCORA

Le qualità “comportamentali” di chi entra nell’amministrazione pubblica, sembrano essere diventate uno dei temi principali. Tanto che con un altro emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali sempre al decreto Pnnr 2, è stato stabilito che nelle prove di esame dei concorsi pubblici andranno verificate anche le “competenze comportamentali” dei candidati. Sul tema delle prove d’esame introdotte dall’articolo 3 del decreto Pnrr 2 si è già discusso molto. Sia per la verifica obbligatoria della conoscenza di una lingua straniera (anche se non è stato specificato quale). Sia per l’introduzione della verifica delle “capacità manageriali” dei candidati. Accanto a tutto questo adesso, con l’emendamento approvato dalla Commissione, viene introdotta anche la verifica delle competenze “comportamentali” dei candidati. Per i profili iniziali inoltre, spiega il nuovo testo dell’articolo 3 del decreto, all’accertamento di queste capacità comportamentali (e anche di quelle relazionali) dovrà essere dato “particolare rilievo”.

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STOP ALLA PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA DEI BANDI

Sempre in tema di concorsi pubblici, poi, arriva lo stop alla pubblicazione dei bandi nella Gazzetta Ufficiale. Una delle innovazioni introdotte dal decreto Pnrr 2, è il rafforzamento di InPa, il cosiddetto Linkedin della Pubblica amministrazione. Tutti i bandi di concorso delle amministrazioni centrali prima, e poi in prospettiva anche quelli delle articolazioni territoriali della Pubblica amministrazione, dovranno passare per la piattaforma on line predisposta dal ministero della Funzione pubblica. Un emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali al decreto Pnrr 2, ha stabilito che la pubblicazione del bando su InPa e sul sito dell’amministrazione, esenta l’amministrazione stessa dal pubblicare il bando di concorso anche sulla Gazzetta Ufficiale. Chi è interessato a partecipare ad una selezione pubblica dovrà quindi necessariamente connettersi al Linkedin di Stato per conoscere i posti disponibili e lo svolgimento delle prove selettive.

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RAFFORZATA LA PARITA’ DI GENERE

Con il decreto Pnrr 2 uscirà rafforzata anche la parità di genere tra uomo e donna nella Pubblica amministrazione.  L’articolo 5 del provvedimento prevede infatti l’introduzione di misure che attribuiscano vantaggi specifici o che evitino o compensino svantaggi nelle carriere al genere meno rappresentato. I criteri di “discriminazione positiva” dovranno essere proporzionati allo scopo da perseguire ed adottati a parità di qualifica da ricoprire e di punteggio conseguito nelle prove concorsuali. A tal fine, spiega la norma, entro il 30 settembre 2022, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il Dipartimento delle pari opportunità, adotterà specifiche linee guida.

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