Andare in pensione anticipata è sempre più complicato perché il governo si è dimenticato le promesse elettorali. E allora torna d’attualità il riscatto della laurea che accorcia i tempi per la messa a riposo consentendo di trasformare gli anni dedicati agli studi universitari in contributi validi ai fini pensionistici, anche in assenza di una posizione lavorativa. Si tratta di un’opportunità disponibile per diverse categorie di persone: lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, ma anche inoccupati. In alcuni casi, il riscatto può essere finanziato da un familiare, come un genitore, a beneficio di un figlio fiscalmente a carico. Per accedere al riscatto è necessario aver conseguito un titolo di studio riconosciuto dall’ordinamento universitario italiano, vale a dire: diplomi universitari, i cui corsi non siano di durata inferiore a due e superiore a tre anni; i diplomi di laurea i cui corsi non siano di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni; i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata di almeno due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge; i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509, cioè Laurea (L), che si consegue al termine di un corso di durata triennale, e Laurea Specialistica (LS), che si consegue al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea. La richiesta può riguardare solo la durata legale del corso, escludendo eventuali anni fuori corso. Non rientrano tra i titoli riscattabili master, corsi di perfezionamento, dottorati o percorsi formativi svolti presso enti non universitari. Inoltre, non è possibile riscattare periodi per i quali risultano già versati contributi previdenziali, come nel caso degli studenti-lavoratori.
LE OPZIONI
La legge consente di scegliere tra due modalità: il riscatto ordinario e quello agevolato. Il riscatto ordinario è accessibile a tutti, indipendentemente dalla data di inizio della carriera contributiva. Il costo viene determinato in funzione del reddito del richiedente e calcolato secondo il sistema retributivo o misto, a seconda della posizione previdenziale. Questa modalità può risultare onerosa, soprattutto per chi ha redditi medio-alti, ma consente una maggiore flessibilità e si applica anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Il riscatto agevolato, introdotto nel 2019, prevede invece un costo fisso per ciascun anno di studi, aggiornato annualmente. L’importo è pari a 6.076 euro per anno. Si tratta di una soluzione riservata a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996, ricadendo quindi interamente nel sistema contributivo. Grazie al costo più contenuto e alla piena deducibilità fiscale, questa modalità rappresenta un’opzione particolarmente interessante per i giovani e per chi ha redditi medio-bassi. Il costo del riscatto della laurea varia in base alla modalità scelta e alla situazione contributiva del richiedente. Nel caso del riscatto ordinario, il calcolo si basa sullo stipendio lordo degli ultimi 12 mesi e sull’aliquota contributiva vigente al momento della domanda. Per fare un esempio: con una retribuzione annua di 32.170 euro, il costo per riscattare quattro anni di laurea può arrivare a circa 42.464 euro (ossia 10.616 euro per ciascun anno). Questo perché si applica un’aliquota del 33%, come previsto per i lavoratori dipendenti.
LO SCONTO
Al contrario, il riscatto agevolato ha un costo molto più contenuto. Si calcola applicando la stessa aliquota del 33%, ma su un reddito fisso stabilito ogni anno, noto come reddito minimale degli artigiani e commercianti. In entrambi i casi, è prevista la possibilità di rateizzare il pagamento fino a 10 anni, suddividendo l’importo in 120 rate mensili senza interessi. Dal punto di vista fiscale, il riscatto della laurea offre un importante beneficio: l’intero importo versato è deducibile dal reddito imponibile, con un risparmio concreto sull’Irpef. Questo vantaggio si applica anche nel caso in cui il pagamento venga effettuato da un familiare per un soggetto fiscalmente a carico, come ad esempio un genitore che decide di riscattare la laurea del figlio. Stabilire se e quando riscattare la laurea convenga davvero dipende da diversi fattori, tra cui l’età, la storia contributiva, il reddito e gli obiettivi previdenziali personali. Il riscatto può essere particolarmente vantaggioso per chi rientra nel sistema contributivo puro (ovvero ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996), perché permette di incrementare l’anzianità contributiva a costi relativamente contenuti, soprattutto tramite la modalità agevolata. Inoltre, chi ha redditi medio-alti può beneficiare appieno della deducibilità fiscale, ottenendo un risparmio significativo sull’Irpef.
SIMULAZIONI
Il riscatto può rappresentare anche una soluzione utile per colmare eventuali vuoti contributivi, raggiungere più velocemente i requisiti per la pensione anticipata, oppure anticipare l’età pensionabile pur mantenendo un assegno previdenziale dignitoso. D’altra parte, ci sono situazioni in cui il riscatto potrebbe risultare meno conveniente. È il caso, ad esempio, di chi ha un reddito molto basso, che riduce l’effetto della deducibilità, oppure è molto distante dall’età pensionabile e preferisce destinare le proprie risorse ad altre forme di investimento, come un fondo pensione o un piano di accumulo. In definitiva, il riscatto della laurea è una scelta che va valutata con attenzione, considerando sia il beneficio fiscale immediato che l’effetto sulla pensione futura. Strumenti come il simulatore Inps e una consulenza previdenziale personalizzata possono aiutare a prendere una decisione consapevole. Presentare la domanda di riscatto della laurea è un’operazione semplice, che può essere effettuata in autonomia oppure con l’assistenza di un ente abilitato. Il canale principale è il sito dell’Inps, accedendo all’area personale tramite SPid, Cie o Cns. In alternativa, è possibile rivolgersi a patronati o Caf, oppure fissare un appuntamento presso una sede Inps per ricevere supporto nella compilazione.
