PA Magazine

Green pass, il “buco” della giustizia. Battaglia: no a salvacondotti sulla pelle dei lavoratori

1 minuto di lettura
1
Massimo Battaglia

“Chiediamo al governo di modificare con urgenza la norma che esonera avvocati, consulenti e periti dei tribunali dall’esibire il green pass. Non possiamo permettere che si facciano distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B. In questo Paese, di democratico sembra esserci rimasto soltanto il Covid, che purtroppo non risparmia nessuno. E’ bene non dimenticarlo”.

Lo afferma il segretario generale di Confsal UNSA, prima sigla sindacale dell’amministrazione giudiziaria italiana, commentando il decreto legge del Consiglio dei ministri che istituisce l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro.

“La prima Repubblica si è chiusa trent’anni fa ma è evidente che, per qualcuno, l’Italia resta il Paese dei due pesi e delle due misure. Purtroopo abbiamo a che fare con l’ennesima legge-salvacondotto ma la differenza è che, questa volta, la partita si gioca sulla pelle dei cittadini. Inutile obbligare magistrati e dipendenti degli uffici giudiziarti a vaccinarsi, quando poi si istituisce un regime speciale per alcuni. Anche per questa ragione saremo in piazza Montecitorio il prossimo 30 settembre, a manifestare contro il Governo e contro il ministro Cartabia, per l’ennesima ingiustizia perpetrata da chi dovrebbe rappresentare la giustizia e invece divide il Paese in figli e figliastri. Siamo pronti a far sentire la nostra voce in ogni sede, poiché c’è in ballo la salute di tutti”, conclude Battaglia.

1 Comment

  1. Finalmente, tutti insieme per la democrazia, italia fondata sul lavoro non sul green pass, siamo lo zimbello dell Europa.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da