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Governo Meloni, la mappa dei nuovi capi di gabinetto

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Scrivono i provvedimenti. Gestiscono le agende. Stabiliscono se una norma può passare o deve essere cassata. Consigliano le strade tecniche da seguire per raggiungere gli obiettivi politici. Sono i capi di gabinetto, i super-burocrati poco visibili ma attraverso cui passa la gestione quotidiana dell’azione di governo. Giorgia Meloni ha affidato questo delicatissimo ruolo a Gaetano Caputi. Pugliese di Bisceglie, laureato a Bari con il massimo dei voti, magistrato. Una carriera lunghissima ai vertici delle amministrazioni pubbliche. Per due volte, dal 2004 al 2006 e dal 2008 al 2011, è stato capo dell’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia, quando ministro era Giulio Tremonti. Nel 2011 è diventato segretario generale della Consob, per poi assumere l’incarico di direttore generale quando a guidarla era Giuseppe Vegas. Con Caputi, nel ruolo delicatissimo di capo del Dagl, il Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi, ci sarà Francesca Quadri. Napoletana, consigliere di Stato, anche per lei una lunga carriera nelle amministrazioni centrali. Per lungo tempo capo dell’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia (settore finanze). Nel governo Draghi è stata il capo di gabinetto del ministro per il Sud Mara Carfagna. Meloni, poi, ha scelto come suo consigliere diplomatico Francesco Maria Talò, attuale ambasciatore italiano presso la Nato. Un chiaro segnale agli alleati. Inoltre, come noto, nella squadra di Palazzo Chigi è entrato anche l’ex ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani per dare supporto sui dossier del gas aperti a Bruxelles.

UN PIENO DI AVVOCATI DELLO STATO

Come sui capo di gabinetto, il vicepresidente del consiglio e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, ha scelto Vincenzo Nunziata. Avvocato dello Stato si è occupato durante la sua carriera di temi delicati come il contenzioso di amministrazioni quali il Mit, l’Anas, il Miur, l’Autorità trasporti, l’Enac, l’Enav, le Autorità portuali, il Cnr. Così come ha seguito le vicende del gasdotto Tap e i contenziosi civili ed amministrativi relativi ad Ilva. Durante la sua carriera ha rivestito importanti incarichi di governo e dal 2021 ha ricoperto l’incarico di capo di gabinetto del ministro per gli Affari regionali e le autonomie del governo Draghi Mariastella Gelmini. In realtà in virtù del doppio incarico di ministro e di vice presidente del Consiglio, Salvini avrà anche un doppio capo di gabinetto. Nunziata sarà il suo referente per Palazzo Chigi, mentre al ministero delle infrastrutture il capo di gabinetto sarà Alfredo Storto. Magistrato napoletano del Tar, Storto vanta una lunga esperienza negli uffici legislativi. Nel governo Draghi è stato a capo di quello dell’Economia. E proprio al ministero dell’Economia e delle Finanze arriva un avvocato dello Stato. Si tratta di Stefano Varone, il neo capo di gabinetto del ministro leghista Giancarlo Giorgetti. Magistrato ordinario, prima di diventare avvocato dello Stato, Varone vanta una lunga carriera nell’ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo economico con diversi ministri, da Federica Guidi, a Carlo Calenda fino a Luigi Di Maio. Fino a febbraio del 2021, poi, è stato vice capo dell’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi con funzioni vicarie. A capo dell’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia, invece, arriva Daria Perrotta, che passa da Palazzo Chigi, dove nel governo Draghi ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto del sottosegretario dalla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, al Tesoro al fianco di Giorgetti, con il quale ha già lavorato al tempo in cui quest’ultimo era presidente della Commissione bilancio della Camera e Perotta era un funzionario della stessa Commissione.

ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ARRIVA FIORENTINO

Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha chiamato al suo fianco come capo di gabinetto Luigi Fiorentino. Irpino di Paternopoli, vanta una lunghissima carriera nell’alta burocrazia statale. L’ultimo incarico è stato quello di capo di gabinetto del ministro della Pubblica istruzione del governo Draghi Patrizio Bianchi. Incarico ricoperto anche con i ministri Lucia Azzolina (governo Conte 2) e Lorenzo Fioramonti (governo Conte 1). Sempre nel governo Conte è stato anche capo di gabinetto del ministro per le politiche agricole Gianmarco Centinaio. Ma è stato anche vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri con i governi Gentiloni e Renzi. Ed è stato a più riprese segretario generale dell’Autorità per la concorrenza. Fiorentino ha preso il posto di Marcella Panucci, l’ex direttore generale di Confindustria scelto da Brunetta come capo di gabinetto. Panucci resterà anche nel governo Meloni come capo di gabinetto del ministro per l’Università Anna Maria Bernini.

UN OUTSIDER ALLA GIUSTIZIA

Carlo Nordio, l’ex magistrato scelto da Meloni come nuovo ministro della Giustizia, ha deciso di affidare il ruolo di capo di gabinetto ad un altro ex magistrato Alberto Rizzo. Per quest’ultimo si tratta del primo incarico politico Si tratta, insomma, di un outsider rispetto al bacino dei consiglieri e degli avvocati di Stato che generalmente occupano queste posizioni all’interno dell’amministrazione. Rizzo è attualmente presidente del Tribunale di Vicenza, ruolo che riveste da otto anni. Rizzo 63 anni di Bressanone, ha guidato la magistratura berica durante delicati processi come il Crac della Banca popolare di Vicenza, l’inquinamento da Pfas , introducendo innovazioni volte a snellire le procedure. Come sua vice Rizzo avrà Giusy Bartolozzi, magistrata, ha ricoperto la funzione prima a Gela, poi a Palermo, infine alla corte d’appello di Roma, ed è stata eletta con Forza Italia alla Camera dei deputati nella precedente legislatura, dove si è occupata dei temi della Giustizia ed ha fatto parte della Commissione anti mafia. L’altro ministro tecnico del governo Meloni, la titolare del lavoro Marina Calderone, ha invece scelto come suo capo di gabinetto Mauro Nori. Magistrato della Corte dei conti, attuale segretario generale del Consiglio nazionale del lavoro (il Cnel), già direttore generale dell’Inps e vice capo di gabinetto del ministro dell’Economia del primo governo Conte Giovanni Tria.

LA SQUADRA DI URSO

Il ministro per le imprese e il made in Italy, Adolfo Urso, ha chiamato come capo di gabinetto Federico Eichberg. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”, dal 2019 è Dirigente di ruolo presso il Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico Membro del Comitato Tecnico di Valutazione degli atti dell’Unione Europea. Dal 2016 al 2019 è stato Consigliere Unità Trade presso la Rappresentanza permanente d’Italia all’Unione Europea. A guidare l’Ufficio legislativo arriva (o meglio si potrebbe dire torna) il calabrese Giulio Veltri, che con il governo Draghi ha svolto lo stesso ruolo al ministero per il Sud. Tra i ruoli ricoperti in passato oltre a quello di capo legislativo del ministero dello Sviluppo economico, ci sono quelli di consigliere giuridico dell’Autorità di regolazione dei Trasporti e di Agcom, di componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di componente del Tribunale superiore delle acque pubbliche.

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