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Governo a caccia di professionisti per il Pnrr: nessuna penalizzazione per gli iscritti agli ordini che entreranno nella Pa

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Per ingegneri, commercialisti e altre figure iscritte agli ordini professionali, sarà più facile partecipare al Pnnr. Il governo, al fine di accelerare il Piano nazionale di ripresa e resilienza e incentivare il reclutamento delle alte professionalità, tende loro la mano: chi accetterà un contratto a tempo determinato nel settore pubblico nell’ambito degli interventi del Pnrr potrà mantenere, per esempio, l’iscrizione al proprio ordine.

Il decreto

Per la gestione e l’attuazione dei progetti previsti dal Piano di ripresa e resilienza servono migliaia di esperti e tecnici specializzati, scelti anche tra gli iscritti agli ordini professionali. Il nuovo decreto per l’attuazione del Pnrr punta a incentivare il reclutamento delle migliori professionalità: a tale scopo stabilisce che i professionisti possono mantenere l’iscrizione agli ordini di appartenenza e che, in ogni caso, non ci siano costi «a carico del professionista per la ricongiunzione» dei periodi contributivi in caso si opti per non rimanere iscritti alla relative casse di previdenza.

Il reclutamento

La maxi operazione di reclutamento innescata dal Pnrr gira anche attorno al portale inPa, la Linkedin di Stato voluta dal ministro Renato Brunetta, una porta digitale unica di accesso al lavoro nella Pubblica amministrazione. Adesso anche i professionisti non ordinistici, i dottorandi e i dottori di ricerca possono iscriversi al portale. Firmati due protocolli d’intesa, uno con il Colap (Coordinamento libere associazioni professionali) che vanta 300mila iscritti, e uno con il Sidri, la Società italiana del dottorato di ricerca. In precedenza sono stati sottoscritti accordi simili con ProfessionItaliane, Assoprofessioni e con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Il ministro

«L’investimento sul capitale umano pubblico», ha spiegato il ministro Renato Brunetta, «costituisce l’asse portante della riforma della Pubblica amministrazione prevista dal Pnrr. La nuova Pa prenderà forma sul campo, con la realizzazione dei progetti e degli investimenti, e attraverso lo scambio di competenze e di conoscenze tra i dipendenti già in servizio, i neo-assunti, i professionisti e le alte specializzazioni».

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