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Giustizia, non si potranno rinnovare i contratti dell’Ufficio del processo

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Corte Cassazione Istock photo
italian supreme court of cassation in rome on sunny day with blue sky

La norma è spuntata a sorpresa. Inserita nel decreto legge sul Pnrr approvato mercoledì 13 aprile dal consiglio dei ministri. Per gli addetti dell’Ufficio del processo arriva l’esplicito divieto di rinnovo dei contatti di lavoro. Ad essere modificato è il decreto legge 80 del 2021, il provvedimento che aveva dato il via all’assunzione a tempo determinato di 16.500 dipendenti da inserire nella task force il cui compito è quello di aiutare i giudici a smaltire l’arretrato sia nel civile che nel penale. Si tratta di una delle misure per la giustizia inserite nel Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e finanziate con i contributi europei. Il contingente dei 16.500 addetti dell’Ufficio del processo, è stato diviso in due scaglioni. Il primo, di 8.171 persone, ha già preso servizio nei tribunali. I contratti di lavoro sono stati siglati per una durata, così come previsto dalla legge 80, di due anni e sette mesi, mentre per il secondo contingente la durata massima sarà di due anni.

IL DIVIETO DEL DECRETO PNRR

Il decreto sul Pnrr approvato dal governo modifica la norma del dl 80 inserendo l’inciso “non rinnovabile” dopo le parole “contratto di lavoro”. Ma perché c’è stata la necessità di questa precisazione? In fin dei conti il Pnrr è sempre stato abbastanza chiaro che i contratti degli addetti all’Ufficio del processo sarebbero stati a termine. Il punto probabilmente, è che nelle amministrazioni ci sarebbero potuti essere dei fraintendimenti. Qualcuno avrebbe potuto interpretare la norma nel senso di poter prorogare gli attuali addetti fino alla fine dei progetti del Pnrr. Si sarebbe rischiata insomma, una sovrapposizione con il prossimo scaglione che prenderà il posto di quello attuale fra due anni e sette mesi. Questo rende evidente però un fatto che tanto lampante forse non era. Se da un lato è vero che il Pnrr parla di 16.500 addetti all’Ufficio del processo, in realtà si tratta di due scaglioni di persone di poco più di 8 mila persone che non si troveranno mai a coesistere negli uffici. Come nel gioco del calcio ci sarà a un certo punto una sostituzione: usciranno i primi 8 mila ed entreranno i secondi.

Ufficio del processo, compiti e stipendi dei 16.500 collaboratori

LA PARTENZA DIFFICILE

Va anche detto che la partenza dell’Ufficio del processo non è stata delle più semplici. Un numero non indifferente di posti, soprattutto in alcune sedi del Centro e del Nord Italia, è rimasto vacante. Si tratta in tutto, secondo l’ultima tabella pubblicata dal Ministero della Giustizia, di 608 posti. Tanto che l’amministrazione è dovuta correre ai ripari riaprendo le graduatorie agli idonei e consentendo spostamenti anche da un distretto giudiziario ad un altro (il bando prevedeva l’obbligo di indicare il distretto nel quale ci si candidava).  Il 6 aprile scorso il ministero ha rilasciato un avviso per lo scorrimento delle graduatorie capienti, a cui potranno partecipare tutti gli idonei non vincitori presenti nella graduatoria relativa a quel distretto, per poi procedere, in rapida successione e comunque secondo il calendario sotto specificato, ad un ulteriore scorrimento avente ad oggetto le graduatorie distrettuali risultate incapienti rispetto ai posti messi a concorso per un profilo, a cui potranno partecipare tutti gli idonei non vincitori presenti nelle graduatorie ancora capienti relative a tutti gli altri distretti e non destinatari di un precedente provvedimento di assegnazione.

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