Furti di identità e frodi creditizie in aumento. In Italia oggi si registrano oltre trentamila casi l’anno. Ma dopo l’estate un call center e un app avvertiranno i cittadini nel caso in cui un malintenzionato dovesse chiedere un prestito a loro nome. Così prevede lo schema di decreto con il nuovo regolamento del sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel credito al consumo, in particolare quelle legate al furto di identità, predisposto dal dipartimento dell’Economia del ministero del Tesoro. Fari accesi anche sulla truffa del doppio Spid. L’Inps ha alzato il livello di guardia e di recente ha anche mandato un messaggio di allarme ai cittadini, invitandoli a non rispondere a sms o mail sospette che potrebbero avere lo scopo di sottrarre dati personali al fine di attivare Spid fasulli. Oggi ai cybercriminali basta entrare in possesso della foto di un documento di identità valido di un cittadino per attivare uno Spid a suo nome e utilizzarlo per modificare l’Iban che ha inserito nelle aree personali dei portali pubblici, come quelli dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, così da dirottare i soldi della pensione o dell’assegno unico per i figli, e persino i rimborsi Irpef, su un altro conto.
Così vengono sottratti i dati personali
Oggi l’unico modo per sapere se ci sono più identità digitali attive a proprio nome, oltre naturalmente a quelle di cui si è conoscenza, è inviare una richiesta scritta ai singoli provider, sono dodici in tutto, affinché eseguano un controllo. Non esiste, insomma, un soggetto unico a cui fare riferimento. A maggio l’Inps ha lanciato l’allarme inviando una comunicazione ai cittadini in cui li avvisava del pericolo: «Una volta entrati in possesso dei vostri dati, i truffatori possono richiedere prestiti a nome della vittima, attivare credenziali Spid fraudolente, accedere ai servizi della Pa fingendo di essere un altro e dirottare i pagamenti delle prestazioni». Tornando invece allo schema di decreto del Mef contro le frodi creditizie, il nuovo regolamento prevede, nell’ambito del sistema SCIPAFI per la prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, l’istituzione di un call center per la ricezione delle segnalazioni da parte dei soggetti che hanno subito, o temono di aver subito, frodi configuranti l’ipotesi di furto d’identità. La principale finalità del sistema SCIPAFI è di consentire la verifica dell’autenticità dei dati contenuti nella documentazione fornita dalle persone fisiche che richiedono un finanziamento. Il decreto messo a punto dal Tesoro prevede anche il lancio di un’app anti-froddi: l’app invierà una notifica alle persone interessate da possibili furti di identità, al fine di metterle al corrente del pericolo.
La consultazione
L’evoluzione della normativa europea e dei mezzi informatici di prevenzione e protezione dalle frodi ha reso obsoleta la disciplina di contrasto fissata in Italia nel 2014, ovvero più di dieci anni fa. Il Mef ha avviato una consultazione pubblica aperta sullo schema di decreto con il nuovo regolamento. Cittadini, aziende e associazioni possono avanzare osservazioni o suggerimenti entro il 7 agosto.
