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Funzioni locali, a ottobre la firma sul contratto: aumenti fino a 152 euro

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La firma definitiva sul contratto delle Funzioni locali per il triennio 2025-27 è attesa per metà ottobre. In questo momento l’accordo è al vaglio del Mef ed entro fine mese dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri, dopodiché la Corte dei conti avrà 15 giorni di tempo per dare il via libera definitivo. La sottoscrizione conclusiva del contratto dovrebbe quindi avvenire tra un mese al massimo. L’accordo prevede aumenti mirati per i dipendenti dei Comuni, dove le retribuzioni si posizionano un gradino più in basso rispetto a quelle erogate dagli altri enti (e diversi piani sotto rispetto a quelle dei dipendenti della Pa centrale). A regime, l’incremento medio complessivo sarà pari a 152 euro lordi mensili per tredici mensilità per il personale dei Comuni e a 141 euro lordi mensili per tredici mensilità per il personale degli altri enti del comparto. Gli arretrati medi ammontano a circa 1.136 euro. Il contratto delle Funzioni locali introduce poi un titolo interamente dedicato all’intelligenza artificiale, contenuto negli articoli 14-16. Nel nuovo contratto c’è spazio anche per un meccanismo di copertura economica in caso di vacanza contrattuale: ai dipendenti delle Funzioni locali sarà riconosciuta, a partire dall’anno successivo alla scadenza del contratto, un’anticipazione pari al 30% dell’inflazione Ipca misurata sugli stipendi tabellari, che salirà al 50% dopo sei mesi.

RISORSE

Il contratto si applica a 403.617 dipendenti di Comuni, Regioni, Province e degli altri enti del comparto. La pre-intesa è stata frimata a luglio. Il rinnovo è finanziato con risorse che a regime, ovvero dal 1° gennaio 2027, ammontano a circa 989 milioni di euro annui, al lordo degli oneri riflessi, erogati attraverso tre incrementi progressivi con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. A queste risorse si aggiungono quelle specificamente destinate ai Comuni dalla legge di bilancio 2026: l’articolo 1, comma 674, ha istituito nello stato di previsione del ministero dell’Interno un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2027 e di 100 milioni di euro annui a regime dal 2028. Le risorse sono finalizzate all’incremento del trattamento accessorio, anche nella componente fissa e ricorrente, del personale non dirigenziale dei Comuni. Il personale comunale, come detto, è quello con le retribuzioni più basse. Il gap retributivo alla lunga rischia di svuotare gli uffici dei sindaci. Nei Comuni infatti le uscite per dimissioni ormai superano quelle per pensionamento: nel periodo 2017-2024 sono state 82 mila.

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