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Funzioni centrali, firmato il Ccnl. Aumenti di 165 euro e settimana corta

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Il presidente dell'Aran firma il nuovo Ccnl

Dal ministero della Pubblica amministrazione trapela soddisfazione per il nuovo Ccnl delle Funzioni centrali che oggi è stato sottoscritto in via definitiva da Aran e sindacati. Il fallimento delle trattative per il rinnovo del contratto dei dipendenti della sanità e degli enti locali, ora nel congelatore per via del muro alzato da Cgil e Uil, nei giorni scorsi aveva fatto inarcare il sopracciglio al ministro Paolo Zangrillo. In questo contesto di incertezza la firma dell’accordo che riguarda i circa 195mila dipendenti della Pa centrale assume un’importanza ancora maggiore e potrebbe addirittura spingere quei sindacati che sugli altri tavoli negoziali si sono uniti a Cgil e Uil, garantendo così la maggioranza al fronte del no, a riposizionarsi. «Con la firma definitiva del contratto 2022-2024 i lavoratori delle funzioni centrali riceveranno aumenti reali nelle loro buste paga, al contrario di quanto sta avvenendo per i lavoratori del comparto sanità che si sono visti negare la crescita stipendiale per l’opposizione di alcuni sindacati – ha sottolineato Massimo Battaglia, Segretario generale della Federazione Confsal-UNSA – con le strumentalizzazioni politiche delle organizzazioni sindacali non firmatarie non si fa la spesa, non si pagano i mutui, non si pagano le attività sportive dei figli. I lavoratori vogliono cose concrete e non parole a vuoto di chi li usa politicamente invece di portare loro vantaggi tangibili».

Lo sguardo è già rivolto al prossimo Ccnl

«Oggi inizia il periodo elettorale per le Rsu 2025. Chi pensa che i lavoratori premieranno alle elezioni di aprile quelle organizzazioni sindacali non firmatarie, che nulla hanno portato ai lavoratori, spero rimanga fortemente deluso», ha aggiunto il segretario generale della Federazione Confsal-UNSA. Il Ccnl 2022-2024 delle Funzioni centrali, sul quale la Corte dei Conti ha espresso parere positivo il 23 gennaio, è stato firmato da Confsal Unsa, Cisl Fp, Flp e Confintesa Fp, che insieme rappresentano il 54,6% dei lavoratori del comparto, mentre si sono tirate indietro Fp Cgil e Uil Pa. In arrivo aumenti pari a 165 euro lordi al mese, per tredici mensilità. Gli aumenti andranno da un minimo di 121,40 euro lordi mensili per l’area degli operatori a un massimo di 193,90 euro per le elevate professionalità. Nel mezzo 127,70 euro di aumenti per gli assistenti e 155,10 euro per i funzionari. A questi soldi bisogna poi sommare un migliaio di euro lordi di arretrati. La firma del nuovo Ccnl consente inoltre di avviare subito la trattativa per il prossimo contratto, che prevede un ulteriore aumento del 5,5%, corrispondente ad altri 180 euro lordi al mese in più in media. Il governo infatti ha già stanziato i soldi necessari per il rinnovo del contratto del triennio 2025-2027. Così Massimo Battaglia: «Invito il ministro della Pubblica amministrazione ad aprire subito un tavolo di programmazione per discutere con i sindacati il futuro strategico del pubblico impiego e ad adoperarsi per aprire subito il nuovo Contratto 2025-2027, così da mettere già quest’anno altri soldi nelle buste paga dei lavoratori del comparto».

Non solo aumenti: ecco tutte le novità a livello normativo

Ma il nuovo Ccnl delle Funzioni centrali apre anche a una serie di novità a livello normativo che cambieranno volto al pubblico impiego. Ai lavoratori che documenteranno particolari esigenze di salute, familiari e genitoriali saranno concessi più giorni di smart working: nel loro caso non è più previsto l’obbligo della prevalenza del lavoro in presenza. A chi lavora da remoto saranno erogati inoltre i buoni pasto. Nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici da quest’anno verrà poi sperimentata la settimana corta. Le ore da lavorare nel corso della settimana rimarranno però trentasei. L’articolazione dell’orario di lavoro su quattro giorni comporterà un riproporzionamento delle giornate di ferie annue.

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