Questa settimana Aran e sindacati torneranno a incontrarsi per discutere del rinnovo del contratto collettivo di lavoro delle Funzioni centrali. La trattativa ha preso ufficialmente il largo il 3 dicembre. Il prossimo incontro è fissato per il 18 dicembre. L’Aran dovrebbe illustrare gli aumenti previsti con le risorse contrattuali a disposizione. Si parla di 158 euro lordi al mese in più in busta paga per tredici mensilità. Il contratto precedente, quello relativo al triennio 2022-2024, sottoscritto in via definitiva a gennaio, ha portato invece a 165 euro lordi di incremento mensile. Intanto, questo fine settimana, in un’intervista rilasciata al Messaggero, il titolare della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, ha ricordato: «Ho chiuso la tornata 2019-2021, che ho ereditato dai governi precedenti e che portava un grave ritardo. Poi ho chiuso la tornata 2022-2024. Ora si sono aperti i negoziati per il 2025-2027, nel primo anno di riferimento del rinnovo. Nel complesso la dinamica salariale avrà incrementi tra il 16 e il 18%».
La priorità
La priorità del governo, e dunque dell’Aran, l’agenzia statale che tratta i rinnovi dei Ccnl del pubblico impiego, è quella di riallineare i tempi della trattativa alla vigenza contrattuale. Al tavolo del 3 dicembre le organizzazioni sindacali hanno dichiarato le proprie aspettative rispetto al nuovo contratto collettivo di lavoro delle Funzioni centrali, comparto che conta oltre 200 mila dipendenti tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’auspicio dei sindacati è che già dai primi mesi del 2026 si possa avere l’anticipo economico del rinnovo contrattuale in busta paga. Sarebbe un bel segnale verso le lavoratrici e i lavoratori.
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«Per la prima volta in assoluto abbiamo certezza della disponibilità dei fondi, che sono già stati inseriti nel bilancio pluriennale dello Stato, Tutto quanto vi ho descritto ci permette ora di affrontare subito la parte economica senza ripetere il copione dei decenni passati», così il segretario generale di Confsal-UNSA, Massimo Battaglia.
Contratto in due tempi? Perché no
Nella riunione del 3 dicembre scorso Confsal-UNSA ha manifestato all’Aran la propria disponibilità a procedere con un percorso negoziale in due fasi, in modo da definire subito la parte economica per poi focalizzare l’attenzione su quella normativa.
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«Una roadmap, come si dice ora, che avrebbe il merito di far partire gli incrementi stipendiali entro il primo semestre 2026, garantendo a 220 mila dipendenti statali il totale recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione record che ha colpito negli anni scorsi la nostra economia».
IA e Elevate Professionalità: servono nuove regole
Tra le materie che andranno affrontate nella seconda fase figura, per esempio, l’uso dell’intelligenza artificiale nell’innovazione tecnologica dei servizi e nell’ambito delle risorse umane, dove l’Ia inizia a guidare i sistemi di valutazione delle performance. Lsarà necessaria anche una revisione dell’ordinamento professionale, alla luce del flop dell’area delle Elevate professionalità. Sono previsti interventi mirati anche sullo smart working.
