Un’intesa in tempi record e nuovi aumenti stipendiali entro Natale. Il contratto delle Funzioni centrali per il 2025-27 potrebbe essere siglato già oggi. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha fatto sapere che proporrà una verifica dei giudizi complessivi sul testo per capire se ci sono margini per chiudere la trattativa. Il negoziato ha preso il largo alla fine dello scorso anno. Le risorse a disposizione garantiscono una crescita media delle retribuzioni pari a 160 euro lordi mensili nella Pa centrale. Il comparto conta circa 200mila dipendenti.
Un risultato storico
Per la prima volta un contratto del pubblico impiego potrebbe essere firmato nel periodo di vigenza. Il nuovo Ccnl delle Funzioni centrali introduce regole tese a disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito pubblico e, sempre in tema di digitalizzazione, istituisce una nuova figura professionale nella Pa, quella del social media e digital manager. L’intesa porterà nelle buste paga dei lavoratori della Pa centrale aumenti fino a 114 euro mensili lordi nel 2026, che saliranno a 153 euro mensili nel 2027. Ulteriori trattamenti accessori saranno quantificati nella riunione convocata oggi all’Aran.
Gli aumenti
Come detto, è previsto un aumento medio lordo mensile delle buste paga di 160 euro. I sindacati chiedono però di introdurre nel contratto delle Funzioni centrali una norma contrattuale che preveda la verifica dello scostamento tra inflazione riscontrata e aumenti previsti, al fine di tutelare il potere di acquisto dei salari. Più nel dettaglio, grazie al nuovo Ccnl gli operatori della Pa centrale riceveranno in media un aumento mensile di 119,60 euro lordi. L’asticella sale a 140 euro per gli assistenti e a 180 euro per i funzionari. Per le Elevate Qualificazioni l’incremento retributivo sarà pari a 208,80 euro al mese, sempre lordi.
La progressione
L’Aran ha analizzato di recente la crescita delle buste paga dei lavoratori della Pa centrale. Nel periodo 2021-2023 la crescita rilevata è stata del 13%, quasi il doppio di quanto stimabile a priori sulla base dei soli rinnovi contrattuali. Secondo il Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti pubblicato a maggio dall’Aran, nel periodo 2021-2023 la valorizzazione del merito ha prodotto nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici aumenti tra il 3 e il 7%. Nel decennio 2015-2025 la crescita cumulata delle retribuzioni contrattuali nel comparto Funzioni centrali ha sfiorato invece il 18%, contro il +13,4% di Funzioni locali e Istruzione e Ricerca e il +15,7% della Sanità.
