Nel nuovo contratto delle Funzioni centrali è prevista una clausola di salvaguardia contro l’inflazione. Lo prevede l’articolo 43 dell’ipotesi di contratto relativa al triennio 2025-27 sottoscritta ieri all’Aran. «Entro sei mesi dalla scadenza del periodo di vigenza del presente contratto – così recita il testo – l’Aran e le organizzazioni sindacali firmatarie si incontrano per effettuare una verifica congiunta sugli andamenti delle retribuzioni contrattuali e delle retribuzioni di fatto del personale del comparto Funzioni centrali, nonché sull’andamento dell’inflazione riferito al medesimo arco temporale». Tradotto: se l’aumento dell’inflazione sarà superiore alle previsioni allora le retribuzioni contrattuali del personale del comparto andranno adeguate. Con quali risorse? Saranno necessari nuovi stanziamenti in legge di bilancio. Nel pubblico impiego, stando all’ultimo rapporto dell’Aran sugli stipendi degli statali, le retribuzioni contrattuali sono cresciute in media del 14,9% tra il 2016 e il 2025. Tuttavia, nello stesso decennio il potere d’acquisto è stato eroso, poiché l’inflazione cumulativa ha raggiunto il 22,6%.
Aumenti fino a 208 euro: erogazioni prima di Natale
A differenza della precedente tornata, questa volta tutte le organizzazioni sindacali, Cgil compresa, hanno siglato l’intesa. Gli aumenti medi mensili lordi per i lavoratori del comparto – sono circa duecentomila – sono pari a 160 euro. Si va dai 119 euro degli operatori ai 208 euro delle Elevate qualificazioni. Per i funzionari l’asticella degli incrementi medi mensili si ferma a 180 euro. Importanti novità riguardano i buoni pasto: salta il limite dei 7 euro giornalieri fissato nel 2012 dall’allora governo Monti con la legge per la spending review. «Le amministrazioni determinano il valore del buono pasto, in misura non inferiore a 7 euro, compatibilmente con i limiti di legge e con le risorse previste nei rispettivi bilanci», recita l’articolo 39 del contratto delle Funzioni centrali. E ancora. Buste paga più generose nei periodi di ferie: il contratto recepisce le ultime sentenze delle Corti d’appello di Roma e Torino in materia di retribuzione feriale, secondo cui i lavoratori del pubblico hanno diritto a vedersi riconosciute le indennità di turno, notturno e festivo anche durante le vacanze. «Durante il periodo di ferie – così recita il testo del contratto – al dipendente spetta la normale retribuzione ivi compresa l’indennità di posizione organizzativa e la retribuzione di posizione, mentre ai lavoratori turnisti spetta anche una indennità giornaliera commisurata alle indennità di turno».
