Entra nel vivo la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per le Funzioni centrali relativo al triennio 2025-2027. Ieri all’Aran c’è stato un nuovo incontro con i sindacati in cui si è parlato molto anche delle novità in materia di permessi per gravi patologie. La trattativa interessa circa 170 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. «Il negoziato procede costruendo pezzo dopo pezzo il nuovo contratto, con l’obiettivo di tenere insieme la necessità di recepire le innovazioni normative e l’esigenza di dare risposte concrete alle migliaia di lavoratori impegnati nelle Funzioni centrali dello Stato», ha dichiarato ieri al termine dell’incontro il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo.
Assenze per gravi patologie
Aran e sindacati torneranno a discutere del rinnovo il 17 febbraio. Tra due settimane l’Aran presenterà un testo più articolato, arricchito da nuove sezioni. In questo modo i sindacati disporranno di un quadro più completo. Il confronto si concentra al momento su tre ambiti principali: la parte normativa del contratto, le relazioni sindacali e, infine, il ruolo dell’intelligenza artificiale nel contesto delle amministrazioni pubbliche. Molto si è discusso finora delle disposizioni relative alle assenze per gravi patologie. Il nuovo contratto recepisce alcune novità legislative, tra cui le dieci ore di permesso riconosciute ai dipendenti affetti da patologie oncologiche sottoposti a cure. Tale misura, è stato evidenziato nel corso della riunione che si è svolta ieri all’Aran, richiede un’attuazione attenta alle persone direttamente coinvolte.
Maggiore flessibilità
Non solo aumenti retributivi e stabilità, dunque. Nella nuova tornata contrattuale l’attenzione è rivolta alla flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro. La sperimentazione della settimana corta, introdotta con il precedente Ccnl, ha rappresentato un primo passo in questa direzione, ma ora va ulteriormente valorizzata la conciliazione tra vita e lavoro, anche tramite il potenziamento dello smart working, che richiede un’adozione sempre più diffusa da parte delle amministrazioni. La gestione dell’age management – per far convivere e dialogare generazioni e competenze diverse in organizzazioni pubbliche che cambiano rapidamente – rappresenta un’altra priorità. Infine, i nuovi contratti fisseranno limiti chiari all’utilizzo dell’IA nella gestione del personale. Oggi gli algoritmi non vengono usati solo per la valutazione delle performance del personale, ma anche per l’assegnazione dei compiti e degli orari di lavoro. Nella prima bozza del contratto sono spuntati perciò tre articoli che disciplinano l’uso dell’IA. Innanzitutto, le amministrazioni che fanno ricorso a sistemi di intelligenza artificiale per rendere automatizzata la gestione dei processi organizzativi, gestionali o decisionali che incidono sul rapporto di lavoro, dovranno fornire una informativa preventiva ai sindacati. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, inoltre, non potrà dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un adeguato intervento umano.
Retribuzioni
Per quanto riguarda gli aumenti di stipendio legati al nuovo contratto, questi saranno distribuiti progressivamente nel corso del triennio. L’Aran ha proposto ai dipendenti del comparto un aumento delle retribuzioni dell’1,8 per cento dal 1° gennaio 2025, del 3,6 per cento dal 1° gennaio 2026 e del 5,4 per cento dal 1° gennaio 2027. Per il 2025 sono previsti 55 euro in più al mese, per il 2026 l’incremento ammonta a 111 euro mensili e salirà a 167 euro mensili a regime, nel 2027. Per i comparti statali – ministeri e agenzie fiscali – ci sono a disposizione 1.775 milioni di euro per il 2025, ulteriori 3.550 milioni di euro per il 2026 e, infine, 5.550 milioni di euro dal 2027 a regime. A queste risorse si aggiungono stanziamenti di pari entità per le amministrazioni non statali del comparto (enti pubblici non economici, Agid, Enac, Cnel), finanziati attraverso i rispettivi bilanci. Nel complesso, il volume delle risorse per l’intero triennio si attesta intorno ai dieci miliardi di euro.
