I dipendenti della Pa centrale riceveranno nuovi aumenti in busta paga entro la fine dell’anno. Oggi è stata firmata all’Aran l’ipotesi di contratto per il triennio 2025-27. A differenza della precedente tornata, questa volta tutte le organizzazioni sindacali, Cgil compresa, hanno siglato l’intesa. Gli aumenti medi mensili lordi per i lavoratori del comparto – circa duecentomila le persone coinvolte – sono pari a 161 euro, con un massimo di 221 euro per l’area delle Elevate professionalità. La struttura retributiva è articolata in tre scatti progressivi, con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. A regime, dal 1° gennaio 2027, gli aumenti mensili lordi su 13 mensilità sono pari a 221 euro mensili per le Elevate professionalità, 161,80 euro mensili per in funzionari, 133,20 per gli assistenti e 126,60 euro mensili per gli operatori. Gli aumenti saranno erogati una volta che l’accordo avrà ottenuto le varie autorizzazioni necessarie. «Sono molto soddisfatto per questo risultato – così il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo – e lo sono per ragioni che vanno oltre i numeri, pur significativi. Firmare un contratto durante il suo periodo di vigenza non è un dettaglio procedurale: è la dimostrazione che il sistema di contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato, tempestivo e al servizio dei lavoratori. La sottoscrizione di tre contratti per le Funzioni centrali in poco più di quattro anni era impensabile fino a qualche anno fa. Un grazie, infine, ai sindacati. Un contratto si fa in due e la loro rappresentanza è stata necessaria per portare sul tavolo le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori».
Il commento di Massimo Battaglia, segretario generale Confsal-UNSA
«Con grande soddisfazione comunichiamo che è stata siglata l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2025-2027 delle Funzioni centrali. È un ccnl che consente il recupero dell’inflazione e per noi è un grande risultato specialmente in questo contesto politico ed economico», ha sottolineato Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-UNSA. «Per la prima volta nella storia, abbiamo siglato un contratto abbondantemente prima della sua scadenza, in modo da riconoscere gli aumenti in busta paga in tempi idonei ad affrontare concretamente il caro vita. L’aumento base pro capite sarà per il 95% sul tabellare, pari a 221 euro per le professionalità elevate, 161 euro per i funzionari, 133 euro per gli assistenti e 126 euro per gli operatori, oltre ad altre risorse destinate alla contrattazione integrativa». E ancora. «Con il contratto siamo stati in grado di introdurre molte novità positive anche sul piano normativo. Abbiamo ottenuto un rafforzamento delle relazioni sindacali, una prima regolamentazione nel pubblico impiego sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’introduzione di una pausa per recupero psicofisico di 10 minuti», ha aggiunto Battaglia. Non solo. «Abbiamo superato anche alcune rigidità legate alla programmazione delle ferie e equiparato le giornate di ferie dei neo assunti a quelle degli altri lavoratori. Inoltre, recependo l’orientamento della giurisprudenza europea e nazionale, per i turnisti, durante le ferie, è riconosciuto il trattamento economico legato ai turni annuali», ha proseguito il segretario generale.

Il ministro della Pa
«Quello delle Funzioni centrali è un contratto particolarmente importante perché normalmente dà il via anche ai contratti di tutti gli altri comparti», ha ricordato il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo. «La mia grande soddisfazione – ha detto l’inquilino di Palazzo Vidoni – è quella di essere riuscito a rispettare l’impegno di dare continuità ai rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione e soprattutto di avere delle risorse da spendere per cercare di contribuire a delle dinamiche salariali che quantomeno siano capaci di coprire le perdite di potere d’acquisto conseguenti l’inflazione».
Una firma storica
Per la prima volta un contratto delle Funzioni centrali viene sottoscritto nel periodo di vigenza. Ma quello firmato oggi rappresenta un accordo storico anche perché disciplina l’uso dell’IA in ambito pubblico. Gli algoritmi potranno essere utilizzati per valutare le prestazioni del personale, specifica il testo approvato oggi all’Aran, ma sarà il dirigente a decidere il voto finale. «L’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente», così è specificato nel contratto. Il ccnl apre anche al superamento del limite dei 7 euro a cui sono soggetti i buoni pasto dei dipendenti pubblici dal 2012 (il tetto venne fissato dal governo Monti per contenere la spesa pubblica). Aumenta la retribuzione nei periodi di ferie: ai dipendenti in vacanza, così recita il contratto, dovranno essere riconosciute le indennità di posizione, di servizio e di turno. «Durante il periodo di ferie – stabilisce il ccnl – al dipendente spetta la normale retribuzione». Sì all’introduzione del “patentino delle competenze” per rafforzare il sistema della formazione. Previsto, infine, il potenziamento delle tutele per le categorie più vulnerabili nel lavoro agile e da remoto. Capitolo salute: il nuovo contratto include dei permessi per gli screening oncologici previsti dal Ssn per chi ha più di 50 anni, che vanno ad aggiungersi agli altri permessi per la tutela della salute.
