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Funzioni centrali: a settembre arrivano aumenti e arretrati

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A settembre gli stipendi delle Funzioni centrali faranno un ulteriore balzo. In arrivo aumenti lordi mensili fino a 221 euro. È stato sottoscritto all’Aran in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni centrali per il triennio 2025-2027. Il rinnovo segue l’ipotesi di accordo firmata il 9 giugno scorso. L’accordo interessa circa 200mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. In autunno arriveranno anche gli arretrati: parliamo di circa 1.300 euro per l’Area dei Funzionari e di circa 1.000 euro per le aree degli Assistenti e degli Operatori, importi che sono già al netto dell’indennità di vacanza contrattuale che i lavoratori hanno percepito negli anni precedenti. Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-UNSA, parla di Ccnl storico: «Questo è anche un contratto innovativo sul piano normativo, infatti introduciamo per la prima volta nel pubblico impiego una regolamentazione contrattuale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, a tutela della centralità del lavoratore nei processi decisionali. Rendiamo più flessibile il meccanismo di richiesta e fruizione delle ferie, e rendiamo disponibile, a scelta del lavoratore, una pausa di dieci minuti per il recupero psicofisico». Battaglia insiste poi su un punto: «Questo Ccnl innovativo è stato firmato anche grazie al lavoro fatto con tenacia e responsabilità dalla Confsal-UNSA sottoscrivendo il Ccnl 22-24, senza il quale oggi non avremmo avuto questi ulteriori aumenti contrattuali per i lavoratori».

GLI AUMENTI

L’incremento retributivo medio complessivo a regime è pari a 162 euro lordi mensili per tredici mensilità. Nel dettaglio, dal 1° gennaio 2027 gli aumenti mensili lordi, calcolati su tredici mensilità, sono compresi tra 126 e 221 euro. Le retribuzioni degli operatori aumenteranno di 126,60 euro lordi al mese, di 133,20 euro quelle degli assistenti e di 161,80 euro quelle dei funzionari. Per quanto riguarda l’Area delle Elevate Professionalità, il nuovo Ccnl prevede aumenti pari a 221 euro lordi al mese.

LE NOVITA’

Il contratto introduce una specifica disciplina contrattuale dedicata all’IA, con l’obiettivo di accompagnare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, tutela dei lavoratori e centralità della decisione umana. È previsto il divieto di decisioni integralmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro. L’accordo rafforzata poi gli istituti di partecipazione sindacale, attraverso l’ampliamento delle informazioni preventive e l’estensione delle materie oggetto di confronto e contrattazione integrativa. Maggiore attenzione allo sviluppo professionale del personale mediante la previsione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze e di strumenti di pianificazione strategica delle conoscenze e dei saperi. Migliora la disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto, con il potenziamento delle misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e la possibilità di ampliare il numero delle giornate svolte a distanza per i lavoratori che presentano particolari esigenze di salute, esigenze connesse alla genitorialità o che assistono familiari con disabilità grave. Sono rivisti anche alcuni istituti, tra cui le progressioni economiche all’interno delle aree, le posizioni organizzative e professionali, l’orario flessibile, i congedi dei genitori e gli istituti di tutela della salute, con l’obiettivo di rendere più efficaci i percorsi di valorizzazione professionale e più coerenti le misure di sostegno alle esigenze dei dipendenti. Infine, sono rafforzati gli strumenti di contrattazione integrativa e i fondi destinati alla valorizzazione del personale, anche attraverso l’incremento delle risorse dei Fondi per il trattamento accessorio.

IL COMMENTO

Per la prima volta il contratto arriva quando è ancora pienamente vigente. Può sembrare un aspetto tecnico, ma non lo è. «Con la firma definitiva di questo contratto – ha commentato il presidente Aran, Antonio Naddeo – prosegue il percorso di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, assicurando continuità alla contrattazione collettiva e risposte concrete ai lavoratori delle amministrazioni centrali dello Stato. È il terzo contratto sottoscritto per il comparto Funzioni centrali in poco più di quattro anni, a conferma della continuità dell’attività negoziale e della capacità del sistema di relazioni sindacali di rispettare tempi sempre più ravvicinati». Nel decennio 2015-2025 la crescita cumulata delle retribuzioni contrattuali nel comparto Funzioni centrali ha sfiorato il 18%, contro il +13,4% di Funzioni locali e Istruzione e Ricerca e il +15,7% della Sanità. Così è emerso dal Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti pubblicato a maggio dall’Aran. Nel periodo 2021-2023, sempre secondo l’analisi dell’Aran, nel comparto Funzioni centrali gli stipendi sono cresciuti del 13%, quasi il doppio di quanto stimabile a priori sulla base dei soli rinnovi contrattuali. La sola valorizzazione del merito ha prodotto nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici aumenti tra il 3 e il 7 per cento.

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