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Statali, per le Funzioni centrali aumenti fino a 209 euro. Nuove regole per l’AI

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Il nuovo contratto garantirà grazie alle risorse disponibili aumenti fino a 208,80 euro lordi al mese per i dipendenti delle Funzioni centrali. Oggi nuovo tavolo all’Aran per il rinnovo del Ccnl del triennio 2025-2027. La trattativa interessa quasi 200 mila lavoratori. Al vaglio, oltre alla parte economica, anche le misure per disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, dove si fa sempre più ricorso agli algoritmi per assegnare turni, compiti e obiettivi, oltre che per valutare le performance dei lavoratori. La priorità del governo rimane quella di garantire la continuità contrattuale e di assorbire, grazie ai 30 miliardi stanziati con le leggi di Bilancio del 2023 e del 2024, i ritardi accumulati nel passato.

Gli aumenti

Oggi all’Aran verranno illustrai ai sindacati gli aumenti retributivi previsti dal nuovo contratto. Gli incrementi variano in base alla classifica. Partiamo dagli operatori: le risorse a disposizione produrranno, a regime, un aumento lordo mensile in busta paga pari 119,60 euro. L’asticella passa a 125,90 euro per gli assistenti. Salendo nella scala gerarchica l’importo aumento e arriva a 152,90 euro per i funzionari, fino a raggiungere quasi 209 euro (208,80 euro) per le elevate professionalità. Il contratto del precedente triennio, che ha determinato un aumento medio mensile lordo degli stipendi di 165 euro, è stato sottoscritto un anno fa, ma senza la firma della Cgil.

Algoritmi trasparenti

La bozza del contratto che verrà illustrata oggi ai sindacati conta in tutto 46 pagine. Oltre che sul trattamento economico, il documento si concentra su Ai, relazioni sindacali e lavoro flessibile. Con il nuovo contratto verrà affermato un principio, ovvero che l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale «non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente». Insomna, resta ferma la responsabilità dei dirigenti e dei titolari dei poteri decisionali, che non può essere delegata ai sistemi di intelligenza artificiale. Tradotto: gli algoritmi potranno continuare a essere usati per misurare le performance dei lavoratori, ma sarà sempre il dirigente ad assegnare il voto finale dipendente. «Nell’ambito delle attività formative – si legge sempre nel contratto – le amministrazioni assicurano adeguati percorsi formativi al personale coinvolto nell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, al fine di garantirne un uso consapevole, responsabile e coerente con i principi di imparzialità e buon andamento».

Rapporto di lavoro

Novità in arrivo per quanto riguarda le assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici. Ai dipendenti saranno riconosciuti specifici permessi per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, fruibili su base sia giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore annuali, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro. «A decorrere dal compimento del sessantesimo anno di età – si legge nella bozza di contratto – ai dipendenti sono riconosciute ulteriori 2 ore annuali».

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