Contratti 2025-2027, si parte. Dopo che è stata raggiunta l’intesa sul Ccnl 2022-2024 delle Funzioni centrali e della Sanità, possono prendere il largo le nuove trattative. Lo ha confermato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, in un’intervista al Messaggero: «Ci stiamo già muovendo in questa direzione. La settimana scorsa abbiamo chiuso l’accordo sui comparti con i sindacati, il primo atto per riavviare i tavoli». L’ok al rinnovo del contratto degli infermieri è arrivato la scorsa settimana. A gennaio si è chiuso invece l’accordo relativo alle Funzioni centrali. «Dopo le ferie, alla fine di settembre, saranno pronti i nuovi atti di indirizzo per questi due comparti, a a ottobre potremmo iniziare le trattative», ha detto Zangrillo. I negoziati partiranno una volta che saranno certificati i dati della rappresentanza sindacale. «Credo che la continuità contrattuale – ha affermato il ministro – sia un procedimento virtuoso». Il governo ha già stanziato 11 miliardi per i contratti del prossimo triennio.
Il punto sui contratti
Paolo Zangrillo ha anche detto al Messaggero di essere «particolarmente soddisfatto» per il rinnovo del contratto 2022-2024 del comparto Sanità, che interessa quasi 600mila lavoratori. Il contratto preliminare, con aumenti medi del 7 per cento e punte di 520 euro al mese per chi lavora nei pronto soccorso, è stato sottoscritto la scorsa settimana. «È un contratto importante», ha aggiunto il titolare della Funzione pubblica, «sia da un punto di vista salariale che normativo». Resta invece nelle sabbie mobili il rinnovo del contratto delle Funzioni locali. «Il contratto degli Enti locali prevede aumenti che arrivano fino al 10 per cento. Abbiamo stabilito la possibilità per i Comuni in equilibrio di Bilancio, di poter aumentare il salario accessorio per riequilibrare le retribuzioni con quelle delle Funzioni centrali. Visto che anche Cgil e Uil dicono sempre che quel delta va ridotto, trovo francamente incomprensibile il loro rifiuto», ha sottolineato Zangrillo. Poi c’è la scuola. «È un contratto complesso – così il ministro – e l’atto di indirizzo è arrivato da poco. Ma le prime interlocuzioni con i sindacati hanno evidenziato una disponibilità al dialogo».
Nuovi sacrifici
Intanto le severe tensioni internazionali pongono in salita la strada che porta alla prossima legge di Bilancio e il timore è che, davanti alla necessità di dover finanziare le spese per la Difesa, il governo chieda nuovi sacrifici agli statali, come successo già lo scorso anno. Nel 2024 il settore pubblico fu chiamato a contribuire ai conti con un blocco parziale del turnover. Il ministro Zangrillo non si sbilancia in merito: «Spero non siano necessari ulteriori sacrifici, ma a è presto per dirlo».
