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Funzioni centrali, 453 euro lordi di aumento in 5 anni

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Il ministro per la Pa Paolo Zangrillo

Funzioni centrali, ci siamo. Parte questa settimana, mercoledì 3 dicembre, la trattativa per il nuovo contratto, quello del 2025-2027. Il tavolo interessa i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, organi dello Stato ed enti pubblici non economici, per un totale di circa 194 mila dipendenti coinvolti. L’Aran ha fatto sapere che dedicherà una serie di incontri tecnici con le organizzazioni sindacali alla definizione della struttura del nuovo contratto. La trattativa a ogni modo dovrebbe svolgersi in tempi rapidi. La firma sul nuovo contratto potrebbe arrivare già nel 2026. Il contratto del comparto Funzioni centrali è stato il primo Ccnl del pubblico impiego relativo al triennio 2022-2024 a essere stato firmato quest’anno. Ha fruttato 165 euro lordi di aumento, dopo i 130 lordi del contratto precedente, sottoscritto nel 2022. Il nuovo accordo garantirà altri 158 euro lordi di incremento. Dunque, la crescita retributiva determinata dai tre contratti sarà pari in media a 453 euro lordi mensili per tredici mensilità.

Il tavolo

Il tavolo del 3 dicembre segna nella Pubblica amministrazione l’inizio della nuova stagione di rinnovi contrattuali. Gli accordi delle Funzioni centrali faranno da modello e riferimento per i successivi comparti, dalla scuola alla sanità.

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Il percorso negoziale dovrà definire non solo gli aspetti economici, ma anche nuove regole organizzative, tutele e criteri di sviluppo professionale per decine di migliaia di dipendenti della macchina amministrativa centrale.

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Così la Confsal-UNSA: «Si concretizza quanto richiesto da parte del nostro sindacato al ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, all’atto della chiusura del Ccnl 22-24, firmato in via definitiva a gennaio 2025, circa la necessità di una pronta apertura della contrattazione per il periodo 2025-2027».

Ministeriali, stipendi sù del 7%

Secondo l’Istat, a settembre 2025 le retribuzioni contrattuali risultavano ancora inferiori dell’8,8% rispetto a gennaio 2021, con un potere d’acquisto che continua a risentire dell’aumento dei prezzi e del ritardo nei tempi di rinnovo. Ma tra i settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati ci sono i ministeri (+7,2%). La firma del contratto 2022-2024, insomma, si sta facendo sentire. Nel corso del terzo trimestre 2025 sono stati recepiti 5 contratti: 2 nel settore industriale, 1 nei servizi privati e 2 nella pubblica amministrazione.

La promessa

Il ministro Zangrillo ha firmato il 30 ottobre l’atto di indirizzo quadro per il triennio 2025-2027, con uno stanziamento complessivo di circa 10 miliardi di euro, di cui 5,5 miliardi a regime.

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Il ministro ha dichiarato di voler chiudere l’intera tornata 2025-2027 entro il 2026, trasformando la contrattazione in uno strumento di programmazione e non più di rincorsa.

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