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Fragili, il caso del Lavoro: tre giorni di smart working alla settimana

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Fragili e smart working. A dettare le regole nel pubblico ora sono i Piao, i Piani integrati di attività e organizzazione, nuovo adempimento semplificato per le pubbliche amministrazioni. E in quello del ministero del Lavoro è spuntato un tetto ai giorni in cui i fragili possono lavorare da remoto. Non più di tre a settimana, sarebbe a dire una dozzina al mese. Nel Piao del ministero del Lavoro si legge che lo smart working deve consentire all’amministrazione di avere, da un lato, un aumento della produttività e, dall’altro, un aumento nella soddisfazione dei dipendenti grazie al miglioramento del cosiddetto work life balance. Nel privato invece si va verso un prolungamento fino a dicembre delle regole semplificate per il lavoro agile con benefici per fragili e genitori con figli under 14.

I limiti

I dipendenti del ministero del Lavoro, a eccezione degli statali che si trovano in condizioni particolari, potranno svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile per non più di due giorni a settimana. Così si legge nel Piao del dicastero guidato da Andrea Orlando. E per quanto riguarda i fragili? Potranno lavorare da remoto solo per tre giorni alla settimana. L’asticella si alza a quota 5 giorni nel caso delle donne oltre il settimo mese di gravidanza che chiedono di lavorare durante l’ottavo mese di gestazione.

Controlli

Il ministero del Lavoro nel Piano integrato di attività e organizzazione s’impegna anche a realizzare un processo di monitoraggio di questo nuovo modo di lavorare al fine di valutare i risultati e rivedere l’organizzazione in ottica di miglioramento continuo. Potrà accedere al lavoro agile tutto il personale dipendente dirigenziale e non dirigenziale di area terza, seconda e prima, a esclusione di coloro che svolgono le attività che richiedono l’uso costante di strumentazioni non remotizzabili. 

La svolta

Il ministro Orlando aveva firmato a gennaio, assieme a quello della Pa Renato Brunetta, una circolare in cui si chiedeva alle aziende e alle amministrazioni pubbliche di usare il massimo della flessibilità in tema di smart working e di favorire il lavoro agile finché i contagi da Covid non sarebbero calati sotto la soglia di guardia. Per quanto riguarda il privato è in arrivo ora una svolta importante con il decreto Aiuti bis. Il diritto al lavoro agile per i soggetti maggiormente esposti a rischio di contagio e per le famiglie con figli under 14 è scaduto il 31 luglio. La modalità semplificata che permette alle aziende di utilizzare lo smart working senza la necessità di stipulare l’accordo individuale con i propri dipendenti è in vigore invece fino al 31 agosto. Con il nuovo decreto Aiuti dovrebbe essere prorogato l’articolo 90 del decreto legge numero 34 del 2020 che ha disposto il diritto al lavoro agile per i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da patologie che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente. Diritto che vale anche per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni.

4 Comments

  1. E per i lavoratori fragili che non possono fare lo Smart working per il tipo di lavoro che fanno e che non possono essere adibito ad altre mansioni?
    CHE FANNO/FACCIAMO?

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