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Fragili: trovate le coperture per il ritorno allo smart working

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Single mother walking in city tunnel with baby in stroller.

Si accende una speranza per i lavoratori fragili e le famiglie che hanno figli minori di 14 anni ed entrambi i genitori lavoratori. Per loro potrebbe a breve tornare il diritto allo smart working. Il ministro del lavoro Andrea Orlando, sta preparando un emendamento da inserire nell’iter di conversione del decreto aiuti, per riportare le lancette a prima del 31 luglio scorso, quando sono scadute le norme emergenziali dell’articolo 90 del decreto 34 del 2020. In realtà Orlando aveva provato a far inserire la proroga per lo smart working per i fragili e le famiglie con figli già nel testo base del decreto aiuti approvato a inizio agosto. Ma a mettersi di traverso era stata la Ragioneria generale dello Stato, lamentando una mancanza di copertura finanziaria che avrebbe riguardato soprattutto il pubblico impiego.

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PROROGA FINO A FINE ANNO

Cosa dirà esattamente l’emendamento in preparazione? Il provvedimento estenderà fino al 31 dicembre di quest’anno le regole previste, appunto, dall’articolo 90 del decreto 34 del 2020. In particolare viene innanzitutto previsto che i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di quattordici anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali. Lo stesso principio vale anche per i lavoratori fragili. L’articolo 90 del decreto legge 34 del 2020, prevede infatti che il lavoro in modalità agile è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente.

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I TEMPI E I NODI

Ma in che tempi le norme, nel caso in cui l’emendamento Orlando dovesse avere il via libera, entrerebbero in vigore? La conversione in legge del decreto aiuti-bis deve avvenire entro il 9 di ottobre. In realtà, però, il provvedimento sarà convertito in legge prima del 25 settembre, visto che in mezzo ci sono le elezioni amministrative e dunque il nuovo Parlamento potrebbe non essere in grado di convertirlo visti i tempi ristretti tra le elezioni e la scadenza del provvedimento. L’altra incognita riguarda le posizioni politiche all’interno del governo. Sciolto il nodo delle coperture finanziarie, non è detto che tutti i ministri si schierino a favore di questa soluzione. Una parte del governo ritiene che l’esperienza dello smart working emergenziale vada chiusa e si torni alle normali regole, anche considerando l’andamento del Covid. Tuttavia in Parlamento sono stati approvati diversi ordini del giorno per ripristinare lo smart working per fragili e lavoratori con figli. Il governo li ha fino ad oggi sempre disattesi. La ragione ufficiale è sempre stata la mancanza di risorse. Adesso che Orlando ha trovato le coperture all’interno dei fondi del proprio ministero, le reali posizioni potrebbero venire allo scoperto.

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