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Lavoratori fragili, a luglio stop allo smart working agevolato

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Lavoratori statali cosiddetti fragili: se il Governo non interverrà con eventuali altre proroghe, dal 1 luglio disabili, pazienti oncologici e altri malati non potranno più godere delle tutele previste per il periodo Covid e dello smart working totale. Non solo, visto quanto stabiliscono le linee guida sul lavoro agile nella Funzione pubblica, potrebbero addirittura essere costretti a lavorare sempre in presenza in questa seconda parte dell’anno, avendo di fatto lavorato in smart working nei primi 6 mesi. Rimane valida comunque la circolare di gennaio sullo smart working pubblico e privato del ministero della Funzione pubblica e del ministero del Lavoro che consente alle amministrazioni di attribuire ai lavoratori fragili lo smart working senza costi. 

Tutele e smart working

La norma, originariamente in vigore fino ad aprile e poi prorogata al 30 giugno dal decreto Riaperture, prevede che i lavoratori statali fragili abbiano accesso al lavoro agile integralmente fino al 30 giugno. Sempre fino al 30 giugno i lavoratori fragili che sono impossibilitati a svolgere la propria mansione in smart working hanno la possibilità di fruire di periodi di assenza per malattia con equiparazione al ricovero ospedaliero. Ovvero, a rimanere a casa senza lavorare. In assenza di ulteriori proroghe, dunque, dal 1 luglio tutti i lavoratori fragili del settore pubblico sarebbero costretti a tornare in ufficio. Diverso il discorso per il privato, dove i lavoratori fragili potranno invece rimanere in smart working ancora fino a fine agosto. 

Chi sono i fragilI

Per lavoratori fragili si intendono i disabili e tutti coloro che sono affetti da patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità. Per tutto il periodo della pandemia da Covid-19 questi lavoratori, che sono ovviamente più esposti a complicanze se contraessero il Coronavirus, hanno potuto rimanere a casa (in smart working o in malattia). Ma ora potrebbero dover tornare a lavorare in presenza in massa, tra due settimane circa. Più nel dettaglio, rientrano nella categoria dei fragili i pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria o che presentano 3 o più delle seguenti condizioni patologiche: cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica, obesità. 

Linee guida

Dal 1 luglio quindi, per ogni lavoratore fragile, così com’è attualmente per gli altri, il lavorare o meno in versione “agile” sarebbe rimandata ad accordi individuali con la propria amministrazione di appartenenza, secondo quanto stabilito dalle linee guida in materia di lavoro agile della Funzione pubblica. Queste ultime puntualizzano appunto che lo svolgimento del lavoro agile nel settore pubblico è rimesso all’accordo individuale con il lavoratore, in cui vengono definiti durata, modalità e obiettivi della prestazione. Non solo. Il lavoro in presenza, sottolineano le linee guida, deve essere prevalente. Chi da inizio anno ha fatto ampio ricorso allo smart working dovrà perciò recuperare le ore non lavorate in presenza nella seconda parte dell’anno.

Sorveglianza fino al 31 luglio

Sono invece stati prorogati fino al 31 luglio 2022 i termini delle disposizioni inerenti alla sorveglianza sanitaria eccezionale. I datori di lavoro pubblici e privati interessati dalla predetta norma possono cioè fare richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria dei lavoratori e delle lavoratrici fragili ai servizi territoriali dell’Inail. L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come fragili, ovvero quelli che per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate pure in relazione dell’età, ritengono di rientrare in tale condizione di fragilità. 

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