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Concorso Sud, riammessi gli esclusi dopo il flop

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Il ministro della Pa Renato Brunetta

Pochi soldi e contratti a termine. Il ministero della Pa costretto a un supplemento di concorso per reclutare 2.800 tecnici da inserire presso le amministrazioni pubbliche del Sud in vista del Pnrr. Appena 6 mila sugli 8.582 candidati ammessi si sono presentati alla prova unica che si è svolta nei giorni scorsi. Per questa ragione, il dicastero ha convocato per il 22 giugno gli altri 70mila candidati che avevano presentato domanda di partecipazione, per i quali era stata già effettuata la valutazione dei titoli, e che erano stati esclusi.

Il passo falso

Di fatto, la Pa ha decretato una modifica del bando, superando ed eliminando il limite originariamente fissato per l’ammissione alla prova scritta, pari a tre volte il numero dei posti messi a bando più gli ex aequo. Una scelta, spiegano fonti impegnate sul dossier, che si è resa necessaria per essere certi di riuscire ad assumere tutte le 2.800 figure necessarie considerato che per entrare in graduatoria occorre un punteggio piuttosto elevato: 21/30. Fonti sindacali spiegano invece che la bassa partecipazione alla prova unica di inizio mese ha due ragioni. La prima: mediamente gli stipendi garantiti ai vincitori valgono circa 1.800 euro lordi. La seconda: i contratti hanno durata triennale e, dunque, non sono a tempo indeterminato.

Nuova prova

L’effetto combinato di questi due elementi sembra aver scoraggiato molti candidati che pure avevano passato la selezione per titoli. La nuova prova scritta, sempre digitale, della durata di un’ora e consistente in 40 domande specifiche per ognuno dei cinque profili (esperto amministrativo-giuridico; esperto in gestione, rendicontazione e controllo; esperto tecnico; esperto in progettazione e animazione territoriale; analista informatico), si terrà dunque a partire dal 22 giugno in due sessioni al giorno nelle sei regioni già individuate per il primo ciclo di selezioni – Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna – e, se necessario, anche in altre sedi. I candidati che potranno accedere sono quelli che non hanno già sostenuto le prove in questi giorni.

Assunzioni a luglio

Resta valido, spiegano dal ministero della Pa, il termine originariamente previsto per la conclusione del concorso: la pubblicazione delle cinque graduatorie finali, una per profilo, e le assunzioni dei vincitori avverranno entro luglio. La maggioranza delle candidature pervenute (pari al 30,3% del totale) riguarda il profilo di funzionario esperto amministrativo giuridico (169 posti). Il secondo profilo più gettonato è quello di esperto in gestione, rendicontazione e controllo (24.653 candidature per 918 posti), seguito da esperto tecnico (22.466 candidature per 1.412 posti), esperto in progettazione e animazione territoriale (17.130 candidature per 177 posti) e, da ultimo, analista informatico (5.016 candidature per 124 posti).

I candidati

Dalla Sicilia (20.381) e dalla Campania (18.361) arriva il maggior numero di candidati. Dal Nord provengono in 2.309, 251 sono residenti all’estero. L’età media è di 35,4 anni, la mediana di 33,7 anni. Il 28,8% ha meno di 30 anni, il 44,2% ha tra i 30 e i 40 anni, il 21,2% ha tra i 40 e i 50 anni. I titoli di studio più rappresentati sono quelli del gruppo giuridico (28%), economico (18,3%), ingegneria (14,5%) e architettura (10,1%), amministrazione-politico-sociale (10,8%). È in possesso della laurea magistrale il 40,4% dei candidati, della specialistica il 6,6%, della triennale il 33% e del diploma di laurea il 19,8%.

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