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Pa, ferie non godute: ha ragione il dipendente

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Ufficio per il processo
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Le cause sulle ferie non godute nel pubblico impiego si stanno chiudendo in tempi sempre più brevi e spesso senza arrivare a sentenza. Nel solo 2025 sono state pubblicate circa 2.090 sentenze in materia di ferie non godute, con orientamenti ormai consolidati a favore dei lavoratori. Un contesto che sta spingendo molte amministrazioni a chiudere anticipatamente i contenziosi, evitando giudizi dall’esito prevedibile. Con questa accelerazione i procedimenti per il riconoscimento delle ferie non godute nel pubblico impiego sono entrati in una nuova fase e le liquidazioni stanno diventando pressoché immediate. Alla base di questa accelerazione vi è un principio ormai stabilizzato: l’onere di dimostrare di aver consentito la fruizione delle ferie grava sull’amministrazione. Ragion per cui, in mancanza di una prova rigorosa, il diritto all’indennità economica scatta automaticamente alla cessazione del rapporto di lavoro.

La Corte dei Conti

Per la Corte dei Conti una gestione sommaria e disordinata delle ferie, che porta all’accumulo generalizzato di giorni non goduti, costituisce mala amministrazione. Questa situazione espone l’amministrazione a rilevanti rischi di contenzioso, soprattutto al termine del rapporto di lavoro, quando il dipendente può chiedere il risarcimento per le ferie non fruite. Il pagamento dell’indennità per ferie non godute, se dovuto all’inerzia del datore nel programmare e rendere disponibili i periodi di fruizione, costituisce inoltre danno erariale.

La pianificazione

La Corte dei Conti invita perciò le amministrazioni ad adottare un sistema di gestione più rigoroso del rapporto di lavoro. Le pa devono garantire che ogni dipendente usufruisca annualmente delle ferie maturate, salvo situazioni particolari legate a vicende personali o aspettative. Il datore di lavoro deve indicare i periodi nei quali le ferie possono essere richieste, anche stabilendo limiti massimi, così da mettere i dipendenti in condizione di scegliere le date disponibili e ottenere successivamente l’autorizzazione definitiva. La pianificazione delle ferie, ricorda sempre la Corte, non equivale all’autorizzazione alla loro fruizione (ogni dipendente è tenuto a richiedere preventivamente l’autorizzazione per le specifiche giornate di assenza). La programmazione delle ferie, una volta predisposta, costituisce tuttavia un’offerta formale da parte del datore di lavoro e pone il dipendente nella condizione di dover esercitare il proprio diritto. I responsabili di servizio, con il supporto degli uffici del personale, hanno infine precisi obblighi di controllo. Devono verificare, insiste la Corte, che ciascun dipendente pianifichi e usufruisca delle ferie, segnalando eventuali inadempienze nella pianificazione o nella fruizione.

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