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False mail a nome di NoiPA, a rischio gli stipendi dei dipendenti pubblici

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Dopo essere stati bersaglio della truffa del doppio Spid, i dipendenti pubblici tornano nel mirino dei criminali informatici. Ai lavoratori della Pubblica amministrazione stanno arrivando false mail a nome di NoiPA che chiedono agli utenti di integrare i propri dati personali sulla piattaforma del Mef, così da non perdere i prossimi incrementi stipendiali. NoiPA, attraverso cui passano i pagamenti degli stipendi alla maggior parte dei dipendenti pubblici, ha confermato di non avere nulla a che fare con queste comunicazioni. Che rischio si corre? All’interno della mail è presente un link per la modifica dei dati: cliccandoci sopra si mettono a rischio le proprie informazioni personali, dalle credenziali Spid ai codici di accesso ai conti bancari.

Mail truffa

Nella mail fraudolenta si legge che, in caso di mancato aggiornamento dei dati, nella prossima busta paga non saranno conteggiati gli aumenti previsti. Il messaggio invita poi l’utente a fare in fretta, specificando che il link per la modifica dei dati scade dopo 5 giorni dall’invio del messaggio. NoiPA invita a non cliccare su indirizzi non ufficiali e ricorda di verificare sempre l’autenticità del mittente prima di interagire con il contenuto della comunicazione. Per motivi di sicurezza, NoiPA fa presente che non richiede mai di fornire dati personali attraverso mail, sms o applicazioni non ufficiali.

L’errore umano

Oggi oltre la metà degli attacchi informatici contro la Pubblica amministrazione, che si tratti di phishing o di IA utilizzata impropriamente, trova una breccia nell’errore umano. Per questo motivo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha realizzato recentemente il vademecum “Buone pratiche di cyber hygiene per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni”, disponibile sul portale NoiPA e su Syllabus. Il documento offre indicazioni chiare e operative per la protezione dei dati e dei servizi pubblici, partendo da un principio semplice: la sicurezza digitale non dipende solo dalla tecnologia, ma soprattutto dai comportamenti quotidiani delle persone.

Il vademecum

Il vademecum individua 12 buone pratiche da adottare ogni giorno per non correre pericoli. Una di queste consiste nel non fidarsi mai di mail urgenti con all’interno link sospetti. «Molti attacchi iniziano con una email o un messaggio che sembrano legittimi. Controlla sempre l’identità reale del mittente, anche se ti fidi. E se hai un dubbio, non rischiare e segnala subito al team di sicurezza», consiglia il vademecum. E ancora. «Non iscrivere la tua email istituzionale a newsletter, siti commerciali o gruppi privati. Evita di usarla per registrarti a servizi non autorizzati. Ogni iscrizione esterna espone l’amministrazione pubblica a rischi di tracciamento, spam e attacchi mirati».

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