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Enti locali, oggi nuovo tavolo all’Aran per il rinnovo: nella bozza un aumento medio mensile di 155 euro

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Secondo l’Ifel, la fondazione dell’Anci che si occupa di finanza ed economia locale, nel 2024 la retribuzione complessiva dei dirigenti comunali ammontava a 106.982 euro per unità di personale, contro i 115.131 euro delle amministrazioni provinciali e i 120.277 euro delle amministrazioni regionali. Nei ministeri, invece, lo stipendio medio di un dirigente di prima fascia arrivava nel 2024 a 219.633 annui, quello di un dirigente di un agenzia fiscale toccava quell’anno quota 231.623 euro. Insomma, tra le cause della bassa attrattività dell’impiego comunale non si possono ignorare i livelli ancora modesti delle retribuzioni. Nei Comuni i funzionari percepivano nel 2024 poco più di 38.600 euro l’anno in media, contro i 42.277 euro dei loro colleghi nelle Regioni e i 43.453. dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Sempre nel 2024, secondo i calcoli dell’Ifel, gli assistenti comunali percepivano una retribuzione media annua di 23mila euro circa. Nelle regioni la stessa figura guadagnava due anni fa 28.628 euro annui. Nelle agenzie fiscali l’asticella si alzava a 29.425. Gli aumenti legati all’ultimo rinnovo contrattuale, quello relativo al 2022-24, che ha portato nelle buste paga dei dipendenti delle Funzioni locali incrementi medi mensili pari a 140 euro, hanno senz’altro migliorato la situazione, ma il gap rimane. Riportare equilibrio nelle retribuzioni del pubblico impiego resta una priorità del ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, che l’anno scorso con il decreto Pa ha aperto alla possibilità, per Comuni e altri Enti territoriali, di aumentare il salario accessorio del personale.

IL TAVOLO

Nel 2024 il personale in servizio delle amministrazioni comunali ammontava a 343.200 unità, afferma l’Ifel, in lieve aumento rispetto alle 341.659 unità dell’anno precedente. Nonostante ciò, il personale comunale in servizio nel 2024 resta più basso del 28,4 per cento rispetto al 2007. L’attrattività di un posto di lavoro dipende da un insieme di fattori, tra i quali l’opportunità di crescita professionale, la qualità dell’ambiente di lavoro, la flessibilità organizzativa, i sistemi di welfare, la reputazione dell’ente e la percezione dell’utilità sociale del lavoro svolto. Però anche gli stipendi contano. Il contratto 2025-27 – oggi è previsto un nuovo tavolo all’Aran – vale un incremento medio lordo mensile di 155 euro dal 2028. Le risorse stanziate ammontano, al lordo degli oneri riflessi, a 329,60 milioni di euro per il 2025, 659,20 milioni per il 2026 e 988,81 milioni a decorrere dal 2027, corrispondenti a un incremento programmato a regime del 5,4% del monte salari 2023, già aggiornato con gli incrementi del contratto 2022-2024 che sono stati pari al 5,78%. Ci sono poi ulteriori 100 milioni stanziati dal governo per il 2027-2028 a favore del personale dei Comuni. LA firma sul nuovo Ccnl è attesa per fine mese.

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