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Assunzioni nella Pa con esperienza europea o dottorato

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il frontespizio della bozza del decreto

E adesso che è stata spuntata anche la casella del reclutamento, a distanza di pochi giorni dall’approvazione del decreto Semplificazioni e a circa un mese dall’invio del Pnrr italiano a Bruxelles, il Recovery plan ha tutto ciò di cui necessita per iniziare la fase di rullaggio. In palio circa 25 mila posti a tempo determinato nella Pa. Nel decreto Reclutamento, che conta una ventina di articoli, si specifica che verranno assunti mille professionisti per supportare gli enti locali, 500 per la rendicontazione finanziaria, 300 per la governance, 268 per la transizione digitale, altri 67 andranno all’Agid, 16.500 all’ufficio per il processo e oltre 5.400 saranno impiegati nella giustizia in ambito amministrativo. I contratti scadranno obbligatoriamente entro il 31 dicembre del 2026, ma potranno essere rescissi in ogni momento in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi da parte dei dipendenti. Gli stipendi partiranno da 1700 euro lordi. Il decreto prevede anche l’attivazione di specifici progetti di formazione nelle pubbliche amministrazioni attraverso contratti di apprendistato rivolti ai più giovani. 

Obbligo di dottorato o esperienza europea per le alte prfessionalità

Cercasi ingegneri, matematici, esperti contabili e non solo. Le assunzioni nella Pa in ottica Pnrr verranno suddivise in due categoria, una per i professionisti (laureati) e l’altra per le alte professionalità (professionisti che oltre alla laurea possono vantare un dottorato o un’esperienza nella Commissione europea o in organismi collegati). Le selezioni passeranno attraverso la Linkedin di Stato già annunciata dal ministro Renato Brunetta e prevedono una valutazione preventiva dei titoli e una prova scritta. Per quanto riguarda gli stipendi, i professionisti semplici verranno inquadrati nell’area III, posizione economica F1, per una retribuzione di circa 1700 euro lordi, mentre le alte professionalità entreranno nell’Area III, posizione economica F3, e andranno a guadagnare circa 2.000 euro lordi. Ma le amministrazioni potranno anche avvalersi di una manciata di super consulenti «con comprovata qualificazione professionale» comprovata qualificazione professionale: in questo caso la paga può toccare i 50.000 euro lordi annui per singolo incarico. 

Ufficio per il processo e corsie preferenziali

Il ministero della Giustizia è autorizzato ad avviare le procedure di reclutamento nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, per arruolare fino a 16.500 addetti, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di due anni e nove mesi per il primo scaglione e di due anni per il secondo. Alla Corte di Cassazione andranno non più di 400 addetti, «da assegnarsi in virtù di specifico progetto organizzativo del primo presidente della corte di cassazione, con obiettivo del contenimento della pendenza nel settore civile e del contenzioso tributario». La giustizia amministrativa è autorizzata invece ad avviare le procedure di reclutamento, sempre in due scaglioni, per dotarsi di un contingente massimo di 326 di addetti all’Ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato, non rinnovabile, della durata massima di due anni e sei mesi. Chi viene assunto a tempo determinato nella giustizia avrà alla fine un attestato di merito che permetterà una corsia preferenziale per diventare magistrato e in tutti i concorsi pubblici. Al Mef infine saranno 800 gli esperti in rendicontazione finanziaria che verranno messi sotto contratto: li formerà la Ragioneria dello Stato che poi li distribuirà nelle unità di missione dei vari ministeri.

Contratto di apprendistato e nuove carriere

Come emerso nei giorni scorsi, i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione nel quadro del reclutamento per l’attuazione dei progetti del Pnrr potranno essere stipulati per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma dovranno concludersi entro l’inizio del 2027. Prevista una clausola anti-fannulloni che ne consente la risoluzione unilaterale, da parte della pubblica amministrazione, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Il decreto apre anche all’attivazione di specifici progetti di formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni per l’acquisizione, attraverso contratti di apprendistato, di competenze di base e trasversali, nonché per l’orientamento professionale da parte di diplomati che non accedono a percorsi universitari e di studenti universitari. Cambiano anche le carriere: la metà dei posti per la progressione interna tra le fasce sarà riservata ai funzionari interni in base al merito. E lo stesso vale anche per l’accesso alla dirigenza. Il dottorato diventa requisito per i bandi esterni. Le progressioni all’interno della stessa area avverranno secondo principi di selettività, in funzione delle capacità culturali e professionali, della qualità dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, mediante l’attribuzione di fasce di merito. Fatta salva una riserva di almeno il cinquanta per cento delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le aree avverranno tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni di servizio.

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