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Dirigenza dello Stato, più spazio ai funzionari interni

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Sarà più facile per i funzionari interni della Pa accedere alla dirigenza dello Stato. Lo prevede il decreto per il rafforzamento delle pubbliche amministrazioni appena varato dal governo allo scopo di accelerare la realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In pratica, il decreto aumenta le quote di posti riservati ai funzionari interni per il passaggio alla dirigenza di seconda fascia. Non solo. Un emendamento al decreto sul Pnrr ha modificato i criteri di valutazione dei dirigenti pubblici: per ottenere il bonus sullo stipendio i manager dello Stato dovranno rispettare (e far rispettare) i tempi di pagamento delle fatture commerciali.

Dirigenza

Le amministrazioni ora possono riservare ai propri funzionari interni fino al 40% dei posti da dirigenti. La corsia preferenziale è riservata tuttavia ai funzionari con almeno cinque anni di servizio alle spalle e che sono in possesso dei titoli richiesti per accedere alla posizione. Spetterà alla Scuola Nazionale della Pubblica amministrazione effettuare delle «procedure comparative» tra i candidati. Procedure che terranno conto anche degli incarichi che il funzionario ha svolto rispetto alla posizione dirigenziale che deve essere occupata. Spazio poi alla stabilizzazione dei dirigenti che hanno contratti a termine: il 30% delle nuove posizioni dirigenziali che si apriranno all’interno delle pa sarà a loro riservata (prima la quota era del 15%). Attenzione perché saranno stabilizzati, dopo aver superato un apposito colloquio, solo i funzionari pubblici che sono stati promossi sul campo e che hanno ottenuto incarichi dirigenziali a termine. Tradotto: vengono esclusi dal meccanismo i dirigenti provenienti dall’esterno.

Premi

L’emendamento al decreto Pnrr che interviene sui sistemi di valutazione della performance dei dirigenti prevede invece che le amministrazioni assegnino ai manager che si occupano di saldare le fatture commerciali, nonché ai dirigenti apicali delle rispettive strutture, specifici obiettivi annuali relativi al rispetto dei tempi di pagamento. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà determinante ai fini del riconoscimento della retribuzione di risultato: il rispetto dei tempi di pagamento peserà per il 30 per cento sulla valutazione della performance. Oggi le pubbliche amministrazioni hanno 30 giorni di tempo per saldare le fatture commerciali (l’asticella sale a 60 giorni per la sanità). Stando però al monitoraggio della Ragioneria generale dello Stato, nei primi sei mesi dello scorso anno le amministrazioni pubbliche hanno ricevuto quindici milioni di fatture, per un importo complessivo pari a circa 83 miliardi di euro, di cui oltre 76 miliardi di euro risultavano saldati a settembre.

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