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Dipendenti pubblici, scatta il pignoramento dello stipendio per le cartelle non pagate

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In questi giorni una circolare del ministero dell’Economia e delle Finanze lo ha ricordato a tutte le Ragionerie territoriali dello Stato. A partire da questo mese è prevista una trattenuta dello stipendio (il pignoramento di un settimo della retribuzione) per i dipendenti pubblici con una busta paga superiore a 2.500 euro al mese e con debiti verso il Fisco per oltre 5mila euro. Il Dipartimento del personale del ministero dell’Economia ha anche creato una speciale cartella denominata «Verifiche inadempienze Ader» dove finiranno i nominativi di tutti i dipendenti pubblici che, nel mese di gennaio, riceveranno uno stipendio superiore a 2.500 euro netti, così da agevolare il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, chiamata a incrociare i dati e a verificherà che non abbiano cartelle in sospeso. Le verifiche saranno effettuate ogni mese e la trattenuta scatterà anche quando la soglia dei 2.500 euro verrà superata per effetto del pagamento di premi, arretrati o altri emolumenti. La detassazione degli straordinari, che quest’anno frutterà agli statali 800 euro in più di stipendio, è uno degli elementi che potrebbero contribuire a far scattare i controlli dell’Ader e il pignoramento di un settimo della retribuzione. Chi ha cartelle per oltre 5mila euro ha un modo per sfuggire al pignoramento: aderire alla Rottamazione quinquies, la definizione agevolata per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023.

Un prelievo di 210 euro in media

In Italia ci sono 22,8 milioni di contribuenti indebitati col Fisco, per un totale di 1.274 miliardi di euro non riscossi. La stretta sugli statali morosi che hanno cartelle esattoriali non pagate per oltre cinquemila euro, secondo le stime del ministero dell’Economia e delle Finanze, impatterà su 180mila dipendenti pubblici, che dovranno rinunciare al 14% del loro salario mensile fin quando non avranno estinto il loro debito verso l’Erario. Lo Stato punta a recuperare in questo modo 36 milioni di euro già nel 2026. Facciamo un esempio: gli statali morosi con tremila euro di stipendio mensile perderanno 210 euro al mese. In precedenza questi controlli venivano condotti solo a fronte di pagamenti verso dipendenti e fornitori pari o superiori a 5mila euro. Come detto, un modo per sfuggire alla tagliola è aderire alla nuova definizione agevolata delle cartelle. Chi sceglie la strada della Rottamazione quinques ha diritto a dei benefici immediati: una volta presentata l’istanza non possono essere avviate infatti nuove procedure esecutive come fermi, ipoteche e pignoramenti, mentre le procedure in essere vengono sospese.

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