A gennaio di quest’anno il ministro Paolo Zangrillo ha emanato una direttiva sulla formazione e valorizzazione del capitale umano pubblico. Il documento fissava un obiettivo in particolare: ogni dipendente pubblico deve completare almeno 40 ore di formazione annue. A che punto siamo? «Nel 2022 i dipendenti pubblici dedicavano in media appena 6 ore all’anno al rafforzamento delle competenze. Oggi siamo arrivati a più di 30 ore e vogliamo raggiungere almeno 40 ore, facendo della formazione un vero obiettivo di performance», ha detto ieri il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenendo da remoto all’evento “Essere Pa: La formazione che genera valore” a Perugia. Mancano, insomma, dieci ore di formazione per raggiungere la meta. «La Pubblica amministrazione sta vivendo trasformazioni profonde che ci chiedono di unire alle competenze quelle capacità necessarie per leggere la complessità», ha aggiunto il ministro.
Quante ore di formazione per i lavoratori part-time?
La formazione è uno specifico obiettivo di performance, concreto e misurabile, che ciascun dirigente pubblico deve assicurare attraverso la partecipazione attiva dei dipendenti. Più nel dettaglio, la direttiva del ministro per la Pubblica amministrazione del 14 gennaio 2025, recante “Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione”, prevede un obbligo formativo minimo di 40 ore annue per tutti i dipendenti pubblici, indistintamente dal ruolo e dalla qualifica, in specifiche aree di competenza. L’obbligo vale anche per i neo-assunti e i lavoratori part-time, ma in questo caso il numero minimo di ore di formazione da totalizzare nell’anno cambia. Nel caso di dipendenti neoassunti o lavoratori part-time,lLe amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo possono riparametrare le ore di formazione da svolgere in base all’effettiva presenza in servizio dei dipendenti nel corso dell’anno.
Syllabus, sul portale 100 corsi
L’aumento dell’obiettivo formativo individuale intende rafforzare sia l’orientamento dei dipendenti allo sviluppo delle competenze, essenziale per affrontare i processi di innovazione, sia le politiche formative delle singole amministrazioni, che devono rendere pienamente esigibile il diritto alla formazione da parte dei propri dipendenti. Decisivo il contributo di Syllabus, il portale per la formazione. Oggi Syllabus offre circa 100 corsi, si rivolge a più di 9000 amministrazioni e aumenta le competenze di 650.000 dipendenti pubblici. L’offerta è integrata dai Poli formativi territoriali e dal progetto “PerForma PA” che supporta circa 150 amministrazioni in specifici programmi formativi. Poi ci sono i progetti “Essere PA” e “Leadership e performance” pensati per potenziare le capacità manageriali.
