Pagelle ai dipendenti pubblici con l’intelligenza artificiale? Nel nuovo contratto delle Funzioni centrali, in discussione domani all’Aran, dove è in programma un nuovo tavolo con i sindacati, verrà regolamentato per la prima volta l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale in ambito pubblico. Oggi gli algoritmi non vengono usati solo per la valutazione delle performance del personale, ma anche per l’assegnazione dei compiti e degli orari di lavoro. Nella prima bozza del contratto dei ministeriali per il periodo 2025-2027 hanno trovato spazio tre articoli che disciplinano l’uso degli algoritmi da parte delle amministrazioni. Cosa prevedono? Innanzitutto, le Pa che fanno ricorso a sistemi di intelligenza artificiale per rendere automatizzata la gestione dei processi organizzativi, gestionali o decisionali che incidono sul rapporto di lavoro, dovranno fornire una informativa preventiva ai sindacati. Insomma, la parola d’ordine è trasparenza.
La disciplina
Un altro articolo prevede garanzie per i dipendenti pubblici impiegati da amministrazione che utilizzano l’IA per valutare le performance del personale. «L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un adeguato intervento umano», recita la bozza del contratto che sarà discussa domani all’Aran, l’agenzia guidata da Antonio Naddeo. La responsabilità finale della decisione, in altre parole, deve rimanere in capo al dirigente. Vengono anche definiti gli ambiti nei quali potranno essere utilizzati gli algoritmi. I sistemi di intelligenza artificiale incideranno sulla valutazione della prestazione, sull’assegnazione di compiti, sull’orario di lavoro o su altri aspetti rilevanti del rapporto tra amministrazione e dipendente pubblico. Per quanto riguarda le pagelle degli statali, la rivoluzione del merito promossa dal titolare della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, che punta a scardinare la cattiva abitudine del “tutti promossi” e dei “premi a pioggia”, anche attraverso un tetto del 30 per cento alle eccellenze, potrebbe trovare proprio nell’IA un valido alleato, un “giudice” imparziale capace di assegnare il giusto voto in fase di valutazione del lavoratore.
Formazione
Il terzo articolo dedicato all’IA presente nella bozza di contratto che sarà presentata domani ai sindacati affronta, infine, il tema della formazione. Le amministrazioni pubbliche, così stabilisce l’articolo, dovranno assicurare adeguati percorsi formativi al personale coinvolto nell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Obiettivo: assicurare in ambito pubblico un uso degli algoritmi consapevole, responsabile e coerente con i principi di imparzialità.
