Il Tfs dei dipendenti pubblici, tra manovra, tasse in più da pagare e i tassi di interesse sugli anticipi bancari, sempre salatissimi, è tornato al centro dell’attenzione. L’anticipo di tre mesi dei tempi di erogazione della prima rata, che per effetto della legge di Bilancio in discussione passerebbero nel 2027 da 12 a 3 mesi, non solo non cambierebbe nulla in termini di attesa, visto che dal 2028 l’età pensionabile salirà proprio di 3 mesi, ma comporterebbe anche una perdita, stimata sui 750 euro, a causa del mancato riconoscimento della detassazione dell’1,5% sulle indennità fino a 50mila euro corrisposte a dodici mesi di distanza dalla cessazione del rapporto di lavoro. In tutto questo i tassi di interesse applicati dalle banche sull’anticipo del Tfs agli statali restano stabilmente sopra al 3% anche a novembre. Il rendistato generale, l’indice sulla base del quale le banche stabiliscono gli interessi da far pagare ai dipendenti pubblici che chiedono l’anticipo del Trattamento di fine servizio, secondo l’ultimo bollettino di Bankitalia, appena pubblicato, a novembre si attesta al 2,9%. Un valore in linea con quello di ottobre.
Gli interessi
Le banche calcolano il tasso di interesse da applicare sui prestiti ai dipendenti pubblici sommando al rendistato un ulteriore 0,5% di spread. Quest’anno il rendistato ha toccato il picco più alto a marzo, quando ha raggiunto il 3,2%.
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Il rendistato per la fascia di vita residua più breve, quella fino a un anno e sei mesi, si posiziona ora al 2%. Quello per la fascia di vita più lunga supera il 4,1%. Per le fasce di vita intermedie si passa dal 2,7 al 3,4%. Cosa significa? In media, la spesa per gli interessi su un prestito di 45mila euro si aggira adesso intorno ai 1.800 euro. Per venticinquemila euro di anticipo il costo scende a 800 euro circa.
Cosa succederà nel 2026
La normativa prevede che il Tfs/Tfr venga liquidato dopo 90 giorni per le pensioni di inabilità o per decesso del lavoratore, mentre devono passare 12 mesi in caso di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età e di servizio. Il pagamento del Tfs/Tfr è corrisposto ai dipendenti pubblici in un’unica soluzione se l’ammontare complessivo lordo è pari o inferiore a 50.000 euro, oppure in due rate annuali quando l’importo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro, o in tre rate annuali se la cifra supera i 100.000 euro. Peccato che i tempi di pagamento delle rate della liquidazione non vengano quasi mai rispettati.
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Al periodo di attesa previsto dalla normativa si aggiungono i ritardi dell’Inps. E così c’è chi aspetta anche 5 o 6 anni prima di ricevere l’intero importo. L’Inps quest’anno ha in programma di potenziare l’organico addetto ai versamenti per cercare di recuperare terreno.
