Cambia anche per i dipendenti pubblici la disciplina del congedo parentale e dei permessi per malattia del figlio. Da questo mese le lavoratrici e i lavoratori della Pa possono esercitare il diritto al congedo parentale nei primi 14 anni di vita del bambino. Fino all’anno scorso il limite era fissato a 12 anni. Rimane invariato il tetto dei dieci mesi complessivi di congedo parentale, oltre i quali non si può andare. Per quanto riguarda invece il congedo per malattia del figlio, la principale novità è che l’età del figlio per cui è possibile fruire del permesso è stata elevata da 8 a 14 anni. Inoltre, il numero massimo di giorni di astensione dal lavoro a cui ha diritto ciascun genitore quando il figlio under 14 è malato passa da quest’anno da 5 a 10 giorni lavorativi all’anno.
Cresce il numero dei padri beneficiari
Allargando i congedi il governo punta a spingere la natalità, promuovendo una migliore conciliazione fra vita privata e vita lavorativa dei genitori. Dallo scorso anno, per i bambini nati nel 2025, nel pubblico il primo mese di congedo viene retribuito al 100% e gli ulteriori due mesi all’80%. L’aumento dell’indennità dal 30% all’80% della retribuzione è valida nel privato per tre dei nove mesi indennizzati. Lo scatto ha determinato una crescita del numero dei beneficiari, come previsto. Nel 2024, così emerge dai dati Inps, hanno fruito del congedo parentale, tra pubblico e privato, 413.695 lavoratori, ovvero circa 100mila lavoratori in più rispetto al 2021. Nel confronto con il 2023, i fruitori padri risultano aumentati del 29%, mentre le madri del 9%. Com’è noto, sono soprattutto le donne a ricorrere all’astensione facoltativa dal lavoro dopo il congedo di maternità, in particolare nel primo anno di età del bambino. Nel 2024 le lavoratrici madri che hanno chiesto il congedo sono state il 70% del totale dei beneficiari. I padri che si sono assentati dal lavoro per stare insieme al figlio piccolo sono stati, sempre nel 2024, oltre 124mila, il 30% del totale dei fruitori (nel 2020 rappresentavano una quota del 22%). E ancora. Nel primo anno di vita del bambino le madri fruiscono in media di 126 giorni di congedo, contro i 36 giorni dei padri.
Malattia del figlio: stop alle visite fiscali
Come detto, da quest’anno si sono ammorbidite anche le regole per stare a casa con i bambini in caso di malattia. Ciascun genitore, alternativamente, può astenersi dal lavoro quest’anno per 10 giorni in caso di malattia del figlio. Quest’ultimo deve avere un’età compresa tra i 3 e i 14 anni (prima era richiesta un’età tra i 3 e gli 8 anni). Durante i periodi di assenza dal lavoro fruiti per assistere un figlio malato, il genitore non è soggetto alle visite fiscali né alle fasce di reperibilità previste per i lavoratori assenti per malattia propria.
