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Precari del Pnrr, assunzioni con un semplice colloquio

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Cade il tabù della stabilizzazione dei lavoratori a termine assunti dalle amministrazioni pubbliche per il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. La novità emerge dal testo del decreto aiuti-bis modificato dal Senato e approvato anche dalla Camera (ora tornerà a Palazzo Madama per un’ultima lettura ma senza più possibilità di cambiamenti). L’apertura all’assunzione a tempo indeterminato dei dipendenti pubblici che hanno contratti a termine legati ai progetti del Recovery plan, è contenuta nell’articolo 35 bis del provvedimento. Per adesso la norma limita le stabilizzazioni, soltanto ai dipendenti assunti ai sensi dell’articolo 7 comma uno del decreto legge 80 del 2021. Si tratta in pratica dei 500 funzionari del concorso del dipartimento della Funzione pubblica, gran parte dei quali destinati al ministero dell’economia. Per “valorizzare” la professionalità acquisita da questi dipendenti, cita l’articolo 35 bis del decreto aiuti, “le amministrazioni assegnatarie” potranno procedere a partire dal primo gennaio del 2027, alla stabilizzazione nei propri ruoli “previo colloquio” e all’esito della valutazione positiva dell’attività svolta.

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UN PERCORSO ACCELERATO

Si tratta evidentemente di un percorso accelerato e decisamente semplificato rispetto a quello previsto fino ad oggi che, invece, si limitava a riservare una quota del 40 per cento dei posti nei futuri concorsi al personale impiegato per l’attuazione del Recovery plan. Ma il punto in realtà è anche un altro. Durante i negoziati con la Commissione europea, Bruxelles si era fortemente opposta a qualsiasi ipotesi di stabilizzazione automatica per il personale assunto per il Pnrr. La preoccupazione dell’Europa era quella di non aggravare stabilmente i conti dell’Italia, Paese già gravato da un enorme debito pubblico. Per Bruxelles, insomma, la stabilizzazione era apparsa una sorta di postulato, senza accettare il quale sarebbe stato impossibile per la Commissione erogare i 200 miliardi di euro. Ma è evidente che il muro eretto contro la stabilizzazione ha iniziato a cedere.

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GLI ALTRI IN ATTESA

Dunque la domanda che si può iniziare a porre è se dopo i 500 del ministero dell’Economia sarà possibile procedere con altre stabilizzazioni. La fetta più consistente dei dipendenti a termine assunti con il Pnrr è quella del ministero della giustizia, i 16.500 giovani assunti (per ora poco più di 8.000, gli altri arriveranno dal 2024) per l’Ufficio del processo. Il loro compito è quello di aiutare i magistrati a smaltire gli arretrati nella giustizia civile e in quella penale. Uno degli obiettivi più sfidanti legati all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e al quale sono legate le prossime erogazioni dei fondi europei. Anche per i dipendenti a termine dell’Ufficio del processo sono per il momento previste quote di posti riservate nei futuri concorsi dell’amministrazione giudiziaria, oltre alla possibilità di poter avere punteggi aggiuntivi nei concorsi per la magistratura. Va detta anche un’altra cosa. A differenza dei “precari” del ministero dell’economia che saranno stabilizzati grazie all’articolo 35 bis del decreto aiuti, per gli addetti all’Ufficio del processo, qualche mese fa è stata introdotta una norma che specifica esplicitamente che una volta scaduti i loro contratti non potranno essere rinnovati. Una evidente contraddizione.

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