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Statali, spinta allo smart working per l’emergenza energetica

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Con la crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente torna di moda lo smart working. Nelle pmi e nelle grande aziende, ma anche negli uffici pubblici, il lavoro agile ridiventa una soluzione contro il caro bollette e il caro carburanti. Del resto, come ha ribadito anche l’International Energy Agency, in una fase segnata da prezzi elevati e tensioni sull’approvvigionamento ridurre gli spostamenti quotidiani è una delle mosse che possono essere compiute nell’immediato per alleggerire la domanda di petrolio. E così, per esempio, la Malesia prevede di introdurre una politica di lavoro da casa per i dipendenti pubblici a partire dal 15 aprile, così da attenuare l’impatto della crisi globale in corso. I dipendenti pubblici del Paese asiatico dovranno effettuare l’accesso ogni ora e garantire lo stesso livello di produttività.

In Asia chiudono gli uffici pubblici

L’Asia è senz’altro l’area più esposta in questo momento. In particolare, il Sud Est asiatico è una delle regioni del mondo più dipendenti dal gas e dal petrolio che passano per lo stretto di Hormuz. In Bangladesh dal 2 aprile l’orario di apertura degli uffici governativi è stato ridotto (dalle 9:00 alle 16:00) così come quello dei centri commerciali (ora chiudono alle 18:00). Nelle Filippine, primo Paese ad aver dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale, è stata adottata la settimana lavorativa di quattro giorni per gli statali. Il Pakistan ha seguito la stessa strada. L’obbligo di lavoro da casa per i dipendenti pubblici è in vigore anche in Indonesia. In Sri Lanka, invece, scuole e università restano chiuse ogni mercoledì. Vietnam, Laos e Thailandia hanno invitato infine i datori di lavoro a favorire il lavoro da casa ogni volta che è possibile, proprio per ridurre viaggi e trasporti.

Lavoro agile per gli statali

Dan Jørgensen, il commissario europeo all’energia, ha esortato gli Stati membri a “prepararsi tempestivamente” a un’interruzione prolungata degli approvvigionamenti energetici, mentre l’Aie ha suggerito ai governi di realizzare una serie di interventi anti-crisi, dallo stop alle auto a giorni alterni all’abbattimento dei viaggi di lavoro. Le restrizioni applicate in Asia potrebbero dunque sbarcare presto anche in Europa. In Italia i sindacati stanno iniziando a chiedere alla Funzione pubblica un aumento dello smart working per contenere l’impatto del caro carburanti. La direttiva del dicembre del 2023 del ministro Zangrillo già prevede la possibilità di superare il principio della prevalenza del lavcoro in presenza nel pubblico, ma solo per i fragili.

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