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Corsa all’Isee per non perdere i bonus: lo hanno già aggiornato in 200mila

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È corsa all’Isee. Complici i numeorsi bonus la cui erogazione è agganciata all’indicatore della situazione economica equivalente, nei primi giorni dell’anno sono stati presi d’assalto i Caf, i centri di assistenza fiscale, per aggiornare l’Isee. Solo nella prima settimana dell’anno sono pervenute all’Inps tramite questo canale 190mila Dichiarazioni sostitutive uniche per richiedere l’aggiornamento dell’indicatore. Tremila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente e va aggiornato a partire dal 1° gennaio di ogni anno, presentando all’Inps una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare (per numerosità e tipologia). I dati patrimoniali e reddituali presi in esame sono quelli relativi a due anni prima. Come detto, è ampio il pacchetto di prestazioni sociali il cui accesso è vincolato a una determinata soglia Isee, si pensi al bonus trasporti o al bonus psicologo, o con importi che variano in base all’indicatore (l’assegno unico universale per i figli come è noto cambia a secondo della ricchezza del nucleo).

La spinta

A fare da traino alle richieste di aggiornamento dell’Isee in questa fase è certamente l’Assegno di inclusione, il nuovo aiuto per i nuclei fragili che da quest’anno sostituisce (assieme al Supporto per la formazione e il lavoro rivolto agli occupabili) il reddito di cittadinanza. Poi c’è il bonus sociale gas e luce che ha già raggiunto oltre 6 milioni di utenze private in condizioni di disagio economico: per continuare a percepire l’aiuto, che si manifesta come uno sconto in bolletta, è necessario aggiornare l’Isee, altrimenti si vedranno lievitare i costi delle prossime bollette. Sempre a proposito di Isee, l’Inps nei giorni scorsi ha comunicato che al momento restano nell’indicatore i titoli di Stato fino a 50mila euro. Manca infatti un decreto per rendere attuativa la norma inserita in manovra e che esclude dal conteggio i Bot.

Così l’Inps: «La manovra ha previsto l’esclusione dal calcolo dell’Isee, fino a un valore complessivo di 50.000 euro, dei titoli di Stato e dei prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato. L’entrata in vigore di questa disposizione, però, non è immediata, essendo subordinata all’approvazione delle modifiche al regolamento sulla disciplina dell’indicatore della situazione economica equivalente».

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