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Statali, tutti gli arretrati in arrivo prima di Natale

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In arrivo una pioggia di arretrati nella Pa. Interessati tre settori del pubblico impiego: gli enti locali, la sanità e la scuola. Gli arretrati sono riferiti agli anni che vanno dal 2019 al 2021 e ai primi dieci mesi del 2022. Nei mesi scorsi li hanno già ricevuti i lavoratori dei ministeri, che hanno incassato riconoscimenti compresi tra 1500 e 2000 euro. Mentre nelle agenzie fiscali i dipendenti hanno preso anche 2.900 euro. Il rinnovo del contratto delle funzioni centrali è stato il primo a ottenere semaforo verde. Quelli della scuola e della sanità hanno avuto il via libera invece nelle scorse settimane. La firma definitiva sul contratto per le funzioni locali è giunta il 16 novembre.

La sanità

Insomma, ora tocca a medici, insegnanti e dipendenti comunali incassare gli arretrati. Per chi lavora in ospedali e cliniche la media dell’importo dovuto va da 2.268 euro lordi a 3.135 euro. Per gli infermieri, se si conta la nuova indennità prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), si arriva anche a 3.777 euro lordi per gli inquadramenti più bassi, e a 4.736 euro per il livello D6.

Enti locali

Novità importanti anche per i dipendenti comunali: pure per questa categoria arriveranno entro la fine dell’anno gli arretrati previsti. L’intesa tra l’Aran e i sindacati comporta un aumento medio per il comparto di poco superiore a 100 euro lordi mensili. Più in generale la firma del contratto per i 430 mila dipendenti di Regioni e Comuni sblocca aumenti, sul tabellare, che oscillano dai 56,1 euro lordi al mese previsti per lo scalino gerarchico più basso ai 102,5 indicati per quello più alto. L’incremento mensile medio, contando anche le risorse per ordinamenti e salario accessorio, calcola la Funzione pubblica, sarà di 117,53 euro. Sulla base di questi numeri è possibile stimare gli arretrati: un’una tantum fra poco più di 1.300 euro e poco meno di 2.300 euro lordi, a seconda dell’inquadramento del singolo dipendente.

La scuola

Per quando riguarda la scuola, l’accordo per il rinnovo del contratto 2019-2021 è stato firmato venerdì scorso all’Aran. Inizialmente si era valutato di legare gli aumenti a strumenti di valutazione del merito dei lavoratori, poi l’inversione di rotta: gli incrementi raggiungeranno tutto il personale docente e non docente. In base all’intesa siglata da governo e sindacati, i quasi 1,2 milioni di occupati del settore riceveranno un aumento dello stipendio mensile di circa 100 euro lordi, più un riconoscimento degli arretrati, che valgono in media 2.064 euro. Gli arretrati medi per il comparto scuola, riferiti a tutto il personale, sono pari a 2.337 euro. Gli amministrativi dell’università incasseranno 2.110 euro. Negli enti di ricerca gli arretrati salgono a 2.940 euro (ricercatori e tecnologi prenderanno 4.113 euro). 

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