PA Magazine

/

Contratto statali, il Mef apre ai rinnovi 2022-2024

4 minuti di lettura
iStock

Ieri in audizione alla Camera il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha aperto ai nuovi contratti del pubblico impiego per il triennio 2022-2024. Un’operazione che peserà sulle casse dello Stato per almeno 10 miliardi di euro. Attenzione però perché come rivelato da PaMagazine, nella Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, non vi è traccia del conto della Pubblica amministrazione “programmatico”, quello che recepisce nei numeri le politiche che il governo ha intenzione di portare avanti.

https://www.pamagazine.it/pubblico-impiego-le-ombre-della-nadef-niente-aumenti-e-poche-assunzioni/

I numeri

Inflazione e caro energia si stanno mangiando le retribuzioni dei dipendenti pubblici. Ecco perché il tema del rinnovo dei contratti del pubblico impiego oggi è prioritario. I numeri contenuti nella Nadef parlano chiaro. Dopo il picco di 188 miliardi di euro di redditi da lavoro dipendente nella Pa, registrato quest’anno per effetto degli aumenti contrattuali (e degli arretrati) già pagati alle funzioni centrali e degli incrementi di stipendio che a breve verranno corrisposti agli operatori della sanità e ai dipendenti degli enti locali, l’asticella il prossimo anno dovrebbe scendere a quota 187 miliardi per poi toccare nel 2024 la soglia dei 185 miliardi di euro.

La svalutazione

Il rinnovo dei contratti del Pubblico impiego per il triennio 2019-2021, costato complessivamente 7 miliardi di euro, ha portato aumenti di poco superiori al 4%, a fronte di un’inflazione praticamente azzerata. L’inflazione acquisita per il 2022 è pari invece a +7,1% per l’indice generale e a +3,6% per la componente di fondo. Il governo, sempre nella Nadef, prevede che a fine anno l’inflazione sia del 7%, per poi scendere al 5,5% il prossimo anno. Insomma, senza il rinnovo dei contratti le retribuzioni degli statali rischiano una svalutazione monstre. Ancora al palo poi il rinnovo del Ccnl 2019-2021 per il comparto istruzione e ricerca. Come fatto notare dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, c’è un problema di risorse. Sui prossimi rinnovi contrattuali Naddeo invece ha detto: «Si tratta di un campo ancora tutto da verificare, per adesso sono stanziate solo le risorse per il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale».

Il ministro

Durante la sua audizione alla Camera il ministro Giorgetti ha anche fatto il punto sulla legge di Bilancio che verrà. Il governo è intenzionato a destinare le risorse disponibili per il 2023 (circa 21 miliardi) al contrasto della crisi energetica, favorendo nel contempo politiche di contenimento dei consumi e di risparmio energetico. Previsto il rinnovo delle misure relative ai crediti di imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia e gas, al contenimento degli oneri generali di sistema per le utenze di energia elettrica e gas, al taglio del 5% dell’Iva sui consumi di gas e alla proroga delle agevolazioni tariffarie per i consumi elettrici e di gas in favore degli utenti domestici svantaggiati. Fari puntati anche sulla nuova flat tax e sul superbonus 90%. Per quanto riguarda la spesa pensionistica, il ministro ha annunciato che nel periodo 2022-2025 costerà 50 miliardi in più per effetto del meccanismo di indicizzazione all’inflazione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da