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Funzioni centrali, al via le promozioni senza titolo di studio

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Renato Brunetta

Fino al 2025 per i dipendenti delle Funzioni centrali sarà possibile salire di area in deroga al titolo di studio. Lo prevede la pre-intesa firmata poco prima di Natale tra i sindacati e l’Aran. La novità era in qualche modo attesa e fa parte del nuovo ordinamento professionale. Il sistema di classificazione introdotto con il nuovo contratto, prevede quattro “famiglie professionali”. La vecchia prima area sarà ribattezzata “degli operatori”. L’attuale seconda area diventa “degli assistenti”. La terza area viene definita “dei funzionari”. Infine nasce una quarta area destinata ad accogliere le “elevate professionalità”. Si tratta di quella che nel privato è l’area dei “quadri”, a metà strada tra i funzionari e la dirigenza.

I PASSAGGI DI AREA

Il contratto prevede che i passaggi tra aree, ossia le progressioni tra un’area e quella immediatamente superiore avverranno tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno, nonché sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti. Dunque, per salire da un’area ad un’altra non sarà più necessario passare per un concorso pubblico, ma la progressione avverrà dall’interno attraverso una procedura comparativa. Questo fermo restando che il 50 per cento dei posti a disposizione dovrà comunque essere riservato a ingressi dall’esterno.

LA DEROGA

L’articolo 18 della pre-intesa, prevede che al fine di tener conto dell’esperienza e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate dall’amministrazione di appartenenza, in fase di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale e comunque entro il termine del 31 dicembre 2024, la progressione tra le aree ha luogo con procedure valutative cui sono ammessi i dipendenti in servizio che abbiano determinati requisiti. Ma quali sono questi requisiti? Per il passaggio dall’area degli operatori a quella degli assistenti (ossia dalla vecchia prima alla seconda area), sarà necessario possedere il diploma di scuola secondaria di secondo grado e almeno 5 anni di esperienza maturata nell’Area degli Operatori e/o nell’equivalente area del precedente sistema di classificazione. Oppure, e qui sta la vera novità, aver assolto l’obbligo scolastico e possedere almeno 8 anni di esperienza maturata nell’Area degli Operatori. In questo caso, insomma, non sarà necessario possedere il titolo di studio normalmente richiesto per l’accesso all’area. Lo stesso vale per il passaggio dall’area degli assistenti (la vecchia seconda area) a quella dei funzionari (la ex terza area). Sempre fino al 31 dicembre del 2024 sarà possibile ottenere il passaggio se si è in possesso di una laurea (triennale o magistrale) e almeno 5 anni di esperienza maturata nell’Area degli assistenti. Oppure, in alternativa, possedere il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed almeno 10 anni di esperienza maturata nell’Area degli assistenti.

La tabella di corrispondenza

LE PROCEDURE PER LE PROGRESSIONI

I criteri delle procedure per le progressioni tra le aree, dovranno essere definite dalle amministrazioni previo confronto con i sindacati. Nella pre-intesa, tuttavia, vengono stabiliti alcuni parametri che dovranno essere presi necessariamente in considerazione, ognuno dei quali non potrà avere un peso inferiore al 25 per cento. I parametri sono: l’esperienza maturata nell’area di provenienza, il titolo di studio e le competenze professionali quali, a titolo esemplificativo, le competenze acquisite attraverso percorsi formativi, le competenze certificate (es. competenze informatiche o
linguistiche), le competenze acquisite nei contesti lavorativi, le abilitazioni professionali. Non è prevista invece nessuna deroga per il passaggio dall’area dei funzionari a quella delle elevate professionalità.

8 Comments

  1. Viene spontaneo chiedersi: ma serve o non serve il titolo di studio? 10 anni fa blocco assoluto delle promozioni e delle carriere, ora invece si concedono anche senza titolo di studio perché basta l’anzianità.
    E il brutto è che tutto ciò è stato fatto con Brunetta, allora come ora.
    Deprimente, senza senso.

  2. Cosa ci si poteva aspettare da Brunetta? Abbiamo dimenticato ciò che ha fatto nel passato? Non sono meravigliata, ma scandalizzata per il fatto che ancora qualcuno gli ha dato l’incarico in questo settore…..

  3. Per colpa di Brunetta sono ferma da vent’anni.
    Ma devo ritenermi fortunata, in quanto alcuni colleghi della mia categoria sono andati in pensione
    senza progressione verticale, io forse riuscirò a prendere l’ultimo treno

  4. Titolo di studio si, però coerente col lavoro svolto. Una laurea in filosofia ( senza offesa) per svolgere mansioni di Funzionario addetto al controllo e pianificazione delle emissioni radioelettriche, come nel mio caso, non dà alcuna competenza. Specialmente se presa dopo un diploma di liceo classico e non di istituto tecnico.

  5. Troppo complicato, immagino le segreterie delle scuole come dovranno cavarsela, visto ke sono già oberate di lavorooooo.

  6. Forse si è capito che tutte queste università on line non fanno altro che rilasciare lauree a pagamento? Questa volta devo dire Grazie Onorevole Brunetta.

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