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In arrivo aumenti da 60 a 114 euro per i dipendenti pubblici

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Un altro tassello è stato posato. Il quadro, adesso, inizia ad essere completo. Al tavolo del contratto per il rinnovo delle Funzioni centrali di domani, lunedì 29 novembre, l’Aran si presenterà con le stime degli aumenti tabellari. L’incremento mensile lordo sarà del 4,15 per cento. Questo significa che in un ministero, per esempio, l’aumento tabellare della busta paga oscillerà dai 59,60 euro di un F1 in prima area, fino ai 114,70 euro di un Ispettore generale. Nella seconda area, si andrà dai 62,90 euro di aumento lordo mensile di un F1, fino ai 79,50 di un F6. Nella terza area, quella dei funzionari, gli aumenti di stipendio lordi mensili, oscillerebbero da 77 euro a 111,40 euro per un F7.

LE AGENZIE FISCALI E GLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI

Anche per le Agenzie fiscale e gli enti pubblici non economici, come l’Inps o l’Inail, la fascia di oscillazione degli aumenti va dai 59,60 euro ai 114,70. Ovviamente con qualche differenza. Nelle Agenzie fiscali la terza area arriva fino a F6, con un aumento in questo caso di 104,50 euro. Stesso discorso per gli enti pubblici non economici, dove invece delle aree prima, seconda e terza, ci sono la A, la B e la C. In questo caso si va dai 59,60 euro di un A1, fino ai 98,30 di un C5. Mentre per i direttori di divisione e gli ispettori generali, gli aumenti sono rispettivamente di 106,6 e 114,7 euro. All’interno del comparto delle Funzioni centrali, rientrano anche il Cnel, l’Enac, l’Ansfisa (l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali), l’Ansv (l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) e l’Agid (l’Agenzia per l’Italia digitale). Per il Cnel gli aumenti andranno da 59,60 euro per il primo livello della prima area (A1), fino ai 104,9 per il quinto livello della terza area (C5). Per l’Agid, dove nella terza area c’è anche la sottocategoria dei “professional”, gli aumenti arriveranno fino a 146,10 euro lordi al mese (per il livello professional F9).

foto da Istock
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LA SPINTA ALLA FIRMA DEL CONTRATTO

Quando sarà firmato il contratto? I negoziati sono ancora in corso, ma ormai sul tavolo della trattativa c’è un testo sostanzialmente completo. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sta spingendo per arrivare alla firma del contratto entro la metà di dicembre. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha lasciato una settimana di “riflessione” ai sindacati prima di riconvocare il tavolo che, come detto, ci sarà domani, lunedì 29 novembre. Dopo questo incontro è probabile che ci siano degli incontri più serrati. L’intenzione del governo sarebbe quella di far arrivare gli aumenti e gli arretrati in busta paga tra marzo ed aprile. La trattativa, seppure ad uno stato avanzato, deve sciogliere ancora alcuni nodi. I due principali riguardano la regolamentazione dello smart working e il nuovo ordinamento professionale. Due temi sui quali l’Aran ha già limato diverse volte il testo, ma su cui potrebbero arrivare nuovi ritocchi.

LO SMART WORKING

Sullo smart working, per esempio, è stato chiarito che la fascia di “contattabilità” dei lavoratori non potrà superare l’orario medio giornaliero. Significa che i dipendenti non potranno ricevere chiamate e mail per un periodo superiore a circa 9 ore al giorno. Questa precisazione di fatto allunga la fascia della “disconnessione” che era (in realtà lo è ancora), indicata in 13 ore consecutive. Sul lavoro agile, inoltre, martedì 30 novembre il ministro Brunetta incontrerà i sindacati per illustrare le nuove linee guida, dopo il primo giro di tavolo fatto il mese scorso durante il quale erano emerse diverse perplessità soprattutto sulle dotazioni informatiche di cui dotare i dipendenti. Sull’ordinamento professionale, invece, la garanzia principale richiesta dai sindacati è che nessun dipendente perda nemmeno un euro nel passaggio alla nuova struttura retributiva.

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