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«Spesi 319 milioni del Pnrr, ma ancora nessun processo arretrato smaltito»

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«Già spesi 319 milioni dei 2,3 mld del Pnrr, senza nessun processo arretrato smaltito». Così Massimo Battaglia, segretario generale di Confsal UNSA, prima sigla sindacale del comparto giustizia, tornata questa mattina in piazza per protestare contro la riforma Cartabia. La manifestazione, svoltasi davanti al ministero della Giustizia, a Roma, segue quella organizzata a settembre davanti a Montecitorio.

«Nei primi cinque mesi del 2020 l’Italia ha già speso 319 milioni dei 2,3 miliardi di euro stanziati dal PNRR, ma nessun processo arretrato è stato smaltito. Abbiamo dato la giustizia in mano a giovani precari. Impiegati a tempo, che non sono stati messi in grado di svolgere le reali mansioni per le quali sono stati assunti, per l’incapacità della classe politica e per le resistenze di una buona parte della magistratura, che è contro la riforma, come dimostra lo sciopero delle scorse settimane. Al posto di provvedimenti strutturali, la riforma ha aggiunto burocrazia alla burocrazia, complicando una situazione già critica.Di tutto ciò saremo presto chiamati a rendere conto», ha sottolineato Battaglia. 

«Il personale di tribunali, istituti penitenziari e uffici NEP è ridotto all’osso: negli uffici, alla data del 31 dicembre 2021, lavoravano 32.000 dipendenti su 43.000. E poi ci si lamenta se la giusitzia è lenta. E che dire delle condizioni in cui lavorano gli operatori della giustizia? Uffici sporchi, aule di tribunale senza aria condizionata, in alcuni casi mancanza di sicurezza e di igiene a causa della totale assenza di interventi strutturali e di lavori di manutenzione. La verità è una sola: tra pochi mesi questo governo sarà agli sgoccioli e l’Italia sarà di nuovo in campagna elettorale, con gli stessi problemi di prima. E pensare che negli Stati Uniti, in sole sei settimane, si è chiuso il processo a Johhny Depp. L’America…direbbero gli antichi».

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