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Concorso Sud, in arrivo il bando per assumere i 2mila tecnici mancanti

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Ciak tre, si gira. O meglio si “ri-gira”. Ministero della Pa al lavoro per mettere a punto il bando per il nuovo concorso per il Sud, dopo il semi-fallimento delle prime due esperienze andate in scena nella scorsa primavera. Il governo, che punta a celebrare la nuova entro l’autunno, aveva previsto 2.800 assunzioni ma alla prova dei fatti sono stati assunti appena 821 tecnici.

Il passo falso

Gli errori sono stati molti. Ma essenzialmente possono essere riassunti in tre punti: gli stipendi garantiti ai vincitori valgono appena 1.800 euro lordi, i contratti hanno durata triennale e, dunque, non sono a tempo indeterminato e, soprattutto, le nuove modalità di reclutamento prevedevano una fase pre-selettiva basata sulla valutazione dei titoli, che ha sbarrato la strada ai giovani neo-laureati. Così alle selezioni vere e proprie si è presentato in media il 65% degli ammessi per titolo, 8.582. In alcune regioni non si è arrivati neppure alla metà dei candidati ammessi per titolo.

I numeri

Non è bastato che il Dipartimento della Funzione Pubblica abbia rivisto la soglia di sbarramento per la partecipazione alla prova scritta e abbia ammesso, alla seconda prova, gli altri 70mila candidati di cui erano già stati valutati i titoli nella fase pre-selettiva. Si è arrivati a 1.483 idonei (circa la metà dei posti da coprire) ed il problema principale si è verificato proprio nei profili altamente specializzati. Circa la metà dei posti era destinata a funzionari tecnici esperti: se ne cercavano 1.412 e solo 167 sono risultati idonei (restano scoperti 1.245 posti). Mentre sono stati 765 gli idonei per i 169 posti di esperto amministrativo giuridico, settore però dove gli sbocchi occupazionali sono storicamente molto difficili. Per il profilo di esperto in gestione, rendicontazione e controllo, gli idonei sono stati 196 e 722 i posti rimasti scoperti.

Nuove regole

Il decreto reclutamento, licenziato dal Parlamento due mesi fa, ha risolto il problema dei curriculum allargando la partecipazione anche ai giovani privi di esperienza professionale, per non rischiare di incappare in un nuovo flop. Basterà per andare a segno assumendo tutte le figure desiderate? Il problema delle scarse retribuzioni resta pesantemente sul tappeto. Alcune settimane fa, il ministro della Pa, Renato Brunetta, aveva criticato il meccanismo del concorso che aveva ereditato dalla precedente amministrazione domandandosi se «era corretto prevedere l’assunzione di tecnici con esperienza e poi offrire loro un posto a termine con retribuzione medio-bassa». La scopertura maggiore è avvenuta proprio sui profili tecnici, sugli ingegneri, sulle specializzazioni.

Campanello di allarme

«Tutti i concorsi che si stanno svolgendo in Italia – aveva sottolineato ancora Brunetta – stanno avendo risultati simili: bassa affluenza e bassa idoneità. Molto probabilmente dovremo cambiare modo di offrire occasioni di lavoro, tipologie e specializzazioni, anche alla luce del Pnrr prossimo venturo, proprio per incontrare una domanda che attualmente non c’è». Insomma il fallimento del concorso Sud è un campanello di allarme anche in vista delle assunzioni dei tecnici “sentinella” che il governo si appresta a schierare per garantire l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

2 Comments

  1. Sarebbe auspicabile prevedere sei mesi di formazione e anche di prova a stipendio pieno,reclutando solo in base ai titoli e poi fare partecipare ad un concorso su ciò che hanno appreso

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