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Concorso Sud, nuova toppa. Esperti assunti via inPa solo con un colloquio

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L’emendamento è stato presentato al decreto legge sul Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, in discussione alla Camera. La firma in calce è quella dei relatori del provvedimento, Gian Pietro Moro del Partito Democratico, e Roberto Pella di Forza Italia. Il tema, ancora una volta, è riuscire a dotare le amministrazioni del Sud Italia di personale esperto in grado di aiutarle a spendere i soldi europei del piano di coesione. Storia lunga. Anche paradossale, volendo. Nelle Regioni del Mezzogiorno, ad alto tasso di disoccupazione, si è rivelato difficile riuscire a reclutare personale con le competenze giuste per affiancare le amministrazioni nella programmazione e nella progettazione per l’uso dei fondi europei.

Il concorso flop

Il primo “Concorso Sud”, 2.800 posti messi a bando per analisti informatici, esperti di progettazione, ingegneri gestionali, è stato un flop. Centomila domande, ma poco più di un migliaio di idonei. E solo circa 800 i posti assegnati. Peccato poi, che anche di questi 800 vincitori un discreto numero non si sia presentato a prendere servizio. Di analisi ne sono state fatte molte. Brevità dei contratti, retribuzioni poco attrattive (l’assunzione era prevista per una qualifica di terza Area fascia F1, circa 1.500 euro al mese). Dopo il flop del primo concorso, c’è stata una replica. Un nuovo bando per 2.022 funzionari. Sempre a tempo determinato, sempre nella stessa fascia di retribuzione, se sempre da destinare alle amministrazioni che devono spendere i fondi europei di coesione. Miliardi di euro che si accavallano con quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

L’Emendamento al decreto Pnrr

La svolta


Il concorso non è concluso. Si vedrà che risultati avrà. Ma intanto il governo e il Parlamento hanno deciso di intervenire “preventivamente”, per evitare che le amministrazioni possano rimanere scoperte, senza gli esperti di cui hanno bisogno. Così si è deciso, se l’emendamento sarà approvato, di replicare il modello dei “mille professionisti del Pnrr”. Un meccanismo di reclutamento ben più rapido del concorso (sono bastati pochi giorni a concluderlo) e ben più appetibile per gli stessi esperti (retribuzioni da 108 mila euro l’anno, anche per un profilo di geometra come aveva scritto PaMagazine). Così all’interno del decreto sul Pnrr, è stato inserito un fondo di 67 milioni di euro a disposizione dell’Agenzia per la coesione territoriale.

Geometri e agronomi per il Pnrr, anche per loro 108mila euro lordi l’anno

Il meccanismo


L’Agenzia potrà stipulare contratti di collaborazione, di durata non superiore a trentasei mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, con professionisti e personale in possesso di alta specializzazione, da destinare a supporto dei comuni del Mezzogiorno. E come saranno selezionati questi professionisti ed esperti? Con  le procedure di cui all’articolo 1, commi 5 e seguenti, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, spiega l’emendamento. Ossia tramite il portale Inpa. Basterà caricare i propri curricula (ma molti lo hanno già fatto partecipando alla selezione per i mille esperti del Recovery), poi l’algoritmo del portale segnalerà per ogni posizione i primi quattro profili, quelli giudicati più attinenti. E, infine, basterà un colloquio per avere il contratto fino al 2026. Insomma, un click e una chiacchierata. E anche uno stipendio migliore. Uno strumento efficiente, certo, ma che rischia di “rottamare” i concorsi.

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